20 maggio 2006

God is on the TV

Ho fumato per ore, un mio errore, ho bevuto altrettanto, un mio errore, sono rimasto indietro, un mio errore, ho tentato di baciarti mentre te ne andavi, un mio errore, ho sboccato per ore, la mia salvezza parziale, eppure sono contento, non me ne frega assolutamente niente, è Cool, very Cool, Reggiolo. Prendimi come vengo su un palco, alla Ozzy Osbourne, Rock'n Roll, oggi sono consumato in questi dolori addominali, un virus, l'influenza, un'abitudine dolorosa. Ma sono In, tremendamente In, così In da permettermi di stare Out, del tipo se non cerco io chi dovrebbe cercarmi, il cellulare, il miglior amico dell'uomo, il cellulare che a squillare abitua ma capace anche di lasciarti al silenzio nei momenti peggiori, se inizi a trascurarlo un attimo o non lo ricarichi per qualche tempo. Ho smesso di inventare e inviare perle o balle di fieno poetiche in sms, forse ho perso l'innocenza e la purezza dell'adolescenza, ora non le considero altro che stronzate che hanno solo un po' più stile dei messaggi inviati solitamente. Purtroppo anche a me dopo un po', i poeti mi annoiano.
L'amore per la privacy, la solitudine come nicchia di sicurezza e di mediocrità, come risplendo sulla strada con la mia Tuscani, l'originalità delle piccole cose materiali, 150, 160, 170, 180, 190, 200, 210, 220, ritiro patente, attenzione, a tavoletta, a tavoletta, si vive una volta sola, si muore una volta sola, nulla cambia, nulla se non l'immagine, l'immagine stupida e strafottente della superficialità, ghigliottina, sono pronto per la decapitazione, la decomposizione del corpo.
Intanto suono la mia voce a passatempo, quello migliore che potessi auspicare e qui questa sera sono contento di essere con voi che non avete pretese e che siete venuti per provare solo qualche sensazione diversa dal solito, ringrazio anche tutti gli assenti che hanno molto di meglio da fare e che mi hanno degnato della loro assenza.
Sotto la pioggia scrosciante ho visto labbra avvicinarsi e allontanarsi, ho sentito sussurrarmi nell'orecchio: “Vedi, queste sono le lacrime che verserò se un giorno non dovessi esserci più.”
Il dolore addominale non è cessato, ho preso un calmante, uno dei tanti, la medicina occidentale non si dimentica mai dei suoi pazienti, comunque passerà, passerà, come direbbe Aleandro Baldi, questo piccolo dolore che c'è in me.
Spesso mi rendo conto che la vita è troppo breve anche per riflessioni casuali come quelle scritte in questo pezzo, forse basta avere solo un po'di tempo da perdere, io sto sfruttando il fatto che non riuscirei a dormire in questo momento perché non sono troppo Ok.
Dagli amici mi guardi Iddio perché i nemici me li cerco io, grazie di essere esistito Totò.

3 commenti:

Daemos ha detto...

Complimenti. Per me questo "sfogo" è forse il pensiero più profondo e sincero che hai mai scritto su questo blog.

Anonimo ha detto...

Belle parole ma io non ci riuscirei mai ad isolarmi, diciamo ke io vivo per gli altri, un pò egocentrica, un pò insicura però per me gli altri sono tutto, ed io da sola non ha senso, non per me!forse sono out, ma preferisco ke lo dicano gli altri ke sono ok...
baci e onorata ke tu sia passato dal mio blog
kiz
simo

silvia ha detto...

Era da un po' che venivo a trovarti nel tuo blog x leggere qualcosa nel tuo solito stile dove le parole magari messe così non hanno molto senso... però ce l'hanno lo stesso.