04 dicembre 2009

GT Forum

Nel weekend del 5-6 Dicembre 2009 parteciperò con i colleghi di Webranking al Forum GT che si terrà a Riccione, si tratta del 4° convegno nazionale di questo tipo. Saranno affrontati diversi temi legati al mondo del Web Marketing, in particolare dell'ambito SEO.
Parteciperanno esperti del settore, indipendenti e delle principali agenzie italiane SEO/SEM; il programma sembra essere interessante, vedremo se sarà all'altezza delle aspettative.

22 novembre 2009

Acousticandy

Gli Acousticandy sono una delle tante piccole (migliori) band acustiche, niente di nuovo, niente di speciale, non fosse per il fatto che ci suonano Nico Guzzi e Damiano Severi.

22 ottobre 2009

Trends e scelta delle keyword

Come e su quali keyword puntare nella stesura delle pagine di un qualsiasi sito?
Ecco che entra in gioco lo studio keyword. Con quali strumenti procedere?
Anzitutto bisogna partire da ciò di cui vuole trattare l’azienda o la persona che aprirà la propria porta sul mondo online.
In questo modo si avrà direttamente dal cliente un primo spettro di keyword ancora da esaminare.
A questo punto bisogna valutare questa prima raccolta sfruttando alcuni strumenti.

Tra i principali a venirci in aiuto vi sono sicuramente:

1. Google Suggestion Keyword, pensato per chi deve dar vita a una campagna PPC con Adwords ma utile anche per chi fa SEO

2. Google Insight che può dare un’idea più precisa (non in termini numerici ma di tendenze) della keyword all’interno del mercato di riferimento.

Entrambi ci permetteranno di individuare quali sono le keyword su cui è conveniente puntare e quali invece si possono sacrificare, quali alternative si possono prendere in considerazione e quali invece sono da scartare.
Ovviamente se avessimo disponibilità di contenuto illimitate e una creatività smisurata si potrebbe puntare su tutte le keyword, comprese tutte le combinazioni e i sinonimi, ma normalmente non è fattibile e nemmeno razionale-usabile.

Un ulteriore strumento per valutare l’andamento di una certa keyword è cercare di capire come vengono trattati i nostri argomenti all’interno di forum-blog, insomma dal popolo, più o meno evoluto ed esperto.
Ci può venire incontro a questo punto un sito come Boardreader un motore di ricerca per forum che permette non solo di visionare tutte le discussioni relative a ciò che abbiamo cercato (ovvio, è la sua funzione principale…) ma si possono raccogliere anche le statistiche dell’andamento delle nostre keyword, quante volte compaiono nelle discussioni.

Purtroppo queste informazioni sono state raccolte a partire da Giugno 2009 per cui non si riesce ad arrivare ad un raggio temporale troppo ampio, ma sicuramente si possono ricavare dati interessanti.

Per verificare l’utilità ho provato ad esempio a confrontare l’andamento di Windows 7, Vista e XP, e si noterà, com’era prevedibile, che Windows 7 è continuato a crescere nelle ultime settimane fino ad oggi, mentre XP e Vista calano, sebbene XP si attesti su risultati migliori di Vista, essendo più vecchio del resto, è normale.

Trends keyword relative forum - Boardreader

La ricerca che ho effettuato è quella relativa, cioè quante volte appaiono in ogni post le singole keyword rispetto al numero di post totali, mentre se si sceglie l’opzione absolute si può avere il numero totale di post dove appare la nostra keyword; i grafici che se ne ricavano sono meno chiari, in quanto si riesce solo a vedere se c’è un aumento o una diminuzione di post contenenti la keyword e il risultato ci apparirà a prima vista più controverso, infatti ad esempio per Windows 7 la keyword sta calando se la si considera da sola, mentre a noi interessa sapere se è conveniente parlare nel nostro sito di Windows 7 o di Windows XP e allora il grafico utile e chiaro è sicuramente quello derivante dall’opzione di visione-confronto (view) relativa.

Trends keyword absolute forum - Boardreader

Se volessimo poi inoltrarci in un ulteriore segmento delle ricerche per la nostra scelta potremmo usare qualche tool che permetta di valutare l'andamento di una keyword nelle cosiddette Real-Time Searches. Quest'ultimo aspetto soprattutto per quei siti che fanno informazione non è da tralasciare, alla luce anche delle ultime notizie relative all'integrazione dei Tweets in Google e Bing.

P.s. Ho tralasciato volutamente i dati derivanti da eventuali campagne PPC, che nel caso in cui fossero corposi risulterebbero fondamentali, ma purtroppo non tutti i clienti hanno campagne attive.


01 ottobre 2009

eCommerce, database, SEO e usabilità

struttura-seoTrattando di eCommerce una questione che credo ci si debba porre prima di intervenire su un sito di questa natura, sia esso solo da rinnovare o da realizzare da zero, è come gestire la mole di dati, come gestire i prodotti, le informazioni, perciò tutto il database.
Non è un problema secondario, né dal punto di vista SEO né da quello dell’usabilità del sito.

E dunque ben vengano i dati, magari accompagnati da contenuti di qualità, ben vengano tanti prodotti, soprattutto se di diverse tipologie, ben vengano conseguentemente le pagine. C’è un però, come direbbe Lucarelli (o De Luigi nella sua estatica imitazione), tanto più è ampio il database tanto più bisogna tenere conto di tutti i minimi particolari, perché un particolare può generare problemi che poi possono ripercuotersi su centinaia di pagine.
Proseguiamo nel nostro viaggio, stiamo per entrare in paradiso: fingiamo di essere in un sistema perfetto, erba, piante, casette, piccoli torrenti, Milano 2, non ci sono ostacoli, quali limiti tecnologici, di cms, di impossibilità di modifica dei templates, di effettiva competenza dei tecnici informatici o di perfetto scambio di informazioni con il cliente.

Come dite? Non vi capita spesso di fare consulenza a qualcuno che recepisce tutte le vostre indicazioni e le attua senza dar vita a reazioni a catena impreviste? Ma sì dai, esistono anche casi positivi, che poi l’Italia sia giovane sulle tematiche relative al mondo dei motori di ricerca è un dato di fatto (UK, investimenti pubblicitari online oltre il 20%, Italia, intorno all' 8%) ma del resto è così in quasi tutti gli ambiti tecnologici. Per ogni chiappa nuda che sculetta in televisione c’è un cervello in fuga. Ogni mattina un cervello si sveglia e sa che dovrà fuggire, ma quella non era la favola del leone e della gazzella? Digressione sociopolitica, tragicomica, scusatemi.

Siamo in paradiso, il primo passo qual è?
Il primo punto, scontato, è rendere tutto il nostro catalogo accessibile.
Volendo poi creare un sito efficace e parlare quindi al meglio con il signore con la barba bianca, Dio (e con gli utenti di Internet) bisogna chiedersi come coprire il mercato (motori di ricerca ed indotto) con tutti i nostri prodotti e le relative pagine all’interno del quale ci muoviamo. Per cui realizzare una struttura logica, chiara e navigabile sulla quale possano essere costruite pagine con contenuti coerenti (testi in pagina e meta) con le keyword sulle quali si è scelto di puntare dopo uno studio approfondito.

Procedendo ci si può trovare di fronte a due situazioni.

Caso 1: il migliore. Abbiamo prodotti per tutte le categorie-tipologie del nostro mercato e riusciamo a coprire con i nostri contenuti tutte le keyword che abbiamo individuato, link, menù ed elementi in pagina sono tutti chiari. Esempio: eCommerce di mele, vendiamo e abbiamo in catalogo tutte le razze. Non è difficile a questo punto creare pagine per ogni tipo di razza di mela e anche una per la keyword generica mele (presumibilmente la home) per chi cerca solo le mele. Così la nostra Eva che cercherà una specifica qualità di mele la potrà raggiungere facilmente da motore di ricerca o anche navigando il sito costruito con menù e link interni che hanno effettivamente senso e sono resi in modo chiaro. E così avvenne la cacciata dal paradiso.

Caso 2: il peggiore. Abbiamo un database di prodotti che sono poco coerenti o non presentano analogie che permettano categorizzazioni logiche, che fare? Staticizzare le ricerche Top che vengono fatte all’interno del sito se è presente un Box Search? Può essere una soluzione. Creare le Tag Cloud per avere pagine ottimizzate per keyword che ci fruttano molto, un’altra possibilità.
Ma lo sforzo dovrebbe comunque andare in una direzione che possa permettere di non usare questi stratagemmi, cercando di creare tipologie vagamente coerenti.
Per cui mettiamo il caso di un eCommerce che vende mele, ma anche altra frutta, verdura, utensili per la casa, motoseghe, attrezzature da giardinaggio, arredamento, lampadine ecc… Purtroppo esistono anche questi casi. Un catalogo molto ampio insomma. Ora se dobbiamo creare una struttura che possa fare in modo di dare link rilevanti ad ogni tipo di prodotto i problemi pratici si accavallano (purtroppo non come le gambe di Sharon Stone in Basic Instinct).
Cosa mettere nel menù presente in tutte le pagine? Quali voci inserire? Quante? Mettiamo la sbrodolata di link nel footer? Quest’ultima soluzione si è spesso costretti ad usarla quando non si può intervenire sugli elementi principali della pagina, quali menù e link principali.

Qui si parla solo di possibilità, ovviamente come ho già sottolineato bisogna valutare caso per caso.

Idealmente seguendo la stella guida dell’usabilità bisognerebbe fare in modo che un utente possa arrivare facilmente e velocemente ad ogni prodotto, con l’utilizzo di scorciatoie, quali Box di ricerca, deep link dalle pagine “più generaliste”, box a step di selezione, (che evitano all’utente la navigazione pagina dopo pagina dal generale al prodotto particolare).

Per quanto riguarda il SEO nel caso di un database così ampio e vario, non resta altro che cercare di ampliare la struttura fin tanto che è possibile, una struttura gerarchica ad albero di natale, in modo da creare insiemi coerenti, individuando i modi possibili per avere link utili per ogni pagina, evitando di mettere ad esempio sotto una categoria arredamento le falciatrici per il giardino.

Sembrano problemi secondari ma quando si tratta poi di sviluppare una struttura e renderla operativa ed usabile all’interno di un sito il procedimento e i ragionamenti diventano tutt’altro che banali e certamente in ultima istanza bisognerà fare delle scelte, possibilmente con alla mano dati rilevanti (riguardanti i prodotti che più fanno guadagnare l’eCommerce, le keyword che generano più traffico, le potenziali nicchie di mercato nelle quali ci si può inserire, valutando anche i concorrenti attraverso Brand Audit ecc..). Il tutto per distinguere quelli che sono i possibili sacrifici e quello a cui non si può rinunciare.

In molti affermano che SEO e usabilità non contrastano mai, io credo invece che molto spesso ci si trova in situazioni che necessitano di un compromesso forzato, e qui si torna all’importanza di fare scelte sulla base di ragionamenti profondi e dati seri.

07 settembre 2009

Il mondo è casa mia

Il mondo è casa mia, lei mi guardava come a volermi dire che in fondo non siamo cattivi, non lo siamo mai stati, siamo solo mediocri, e la mia Mustang romba in garage, chiusa da diverse settimane, come un leone in palestra.

tramonto-mareHo quindi chiesto al benzinaio se poteva farmi il pieno in cambio di mia moglie ma non piace nemmeno a lui che ne ha viste di cotte e di crude, mia moglie è una regina piegata dal tempo, forse meno piegata di me e piegata fa sempre la sua figura.
Il sogno era iniziato un lunedì d'autunno quando ancora la nebbia penetrava tra i nostri pensieri e l'ululato dei soldati sì sentiva, eravamo giovani, erano vivi, ma ben pochi tornarono a casa, dalle loro mogli, dai loro figli, alle loro lotte contro Uranio, sarebbero morti comunque poveri, perché la patria esiste solo per i martiri, tutti gli altri sono evasori, tutt'al più persone mediocri.
Mi risvegliai in primavera, il mio letargo era durato trent'anni e prima di fare un frontale con una cometa accesi un cero, un acero, una foresta, mi sono dato fuoco, in sacrificio a Deus Ex Machina.
La ballerina di Tip Tap danzava come una trottola impazzita, forte, così forte da scavare la terra, finché non giunse un giorno dall'altra parte e a testa rovesciata riuscì a capire che io non ero cattivo, ma solo mediocre, mediocre e dalla parte sbagliata, giustamente ha ritenuto il colombiano in giacca e cravatta migliore di me.
Essenzialmente Michael non è stato mai diverso dal diavolo della Tasmania, l'amore ha vinto, l'amore vince sempre e Saphira il giorno in cui scese dalle piramidi per inondare il popolo voleva solo punire l'uomo per il dannato vizio di amare.
Poco dopo con un laccio presi Venere e mostrai a Marte come le sue bombe, le sue tette e i suoi culi non sarebbero bastati per sgretolare il mio mondo, la mia casa, nonostante il cielo sopra Berlino puzzi di incentivi statali c'è pur sempre il Bar Mario dove chiudere le proprie serate, John a pochi passi dal Po' sono anni che suona la chitarra e canta per i grilli e le puttane con le quali non ha mai scopato, preferisce farsi raccontare le loro scopate, le loro storie.
Per favore signorina in abiti succinti, in pelle e rete, guanti e stivali alti, mi dia mezzo litro di orzata, mi devo fare un viaggio, solo, tutto solo, con il mondo, il suo, quello che non vede.

04 settembre 2009

Bing, funzionalità e caratteristiche

Per scoprire le novità e le caratteristiche di Bing basta seguire il Tour appositamente creato da Microsoft per presentare agli utenti quelle che sono le caratteristiche del motore di ricerca che sono e saranno sempre più implementate. Novità che per dirla tutta non aggiungono nulla di veramente innovativo rispetto a quanto già sta sperimentando e in parte ha attuato Google.

Ma quali sono le terre di conquista su cui afferma di voler concentrarsi Bing?
Il tour è chiaro: viaggi, shopping, salute e benessere fisico e infine Local Search.

Per quanto riguarda la sezione Viaggi (Travel) Bing mira a creare un efficiente sistema che possa permettere di individuare facilmente voli e hotels, prezzi e ulteriori informazioni per ogni località, compresa la ricerca per compagnia aerea e numero di aereo.



Una funzione interessante che aggiungerà Bing è quella relativa alla previsione di aumento del prezzo dei voli in prossimità del giorno della partenza, non male, dipende quanto sarà attendibile.



La sezione Shopping richiama molto da vicino il products search di Google e ha come obiettivo quello di offrire all’interno della SERP risultati che contengano tutte le informazioni basilari che vuole ottenere un consumatore prima di acquistare, quindi prezzo con possibilità di comparare facilmente le offerte (Bing Cashback), caratteristiche del prodotto, immagini ed eventuali recensioni.


Per quanto riguarda la salute il progetto di Bing è meno ambizioso di quello di Google che con il suo Google Health vuole dare possibilità agli utenti di creare una propria cartella paziente eventualmente condivisa in futuro con il proprio medico e con gli eventuali specialisti e con la quale si possano poi trovare più efficacemente informazioni utili.
Bing si concentra invece nella selezione di fonti e pagine che considera attendibili del mondo del fitness, della salute e del benessere, da restituire poi agli utenti che cercano informazioni relative alle tematiche specificate, cercando di avvicinarsi concettualmente più ad un servizio come quello di Yahoo Answers, quindi ad un’architettura che prevede “domande e risposte” alla cui estensione punterebbero in realtà tutti i motori, che vorrebbero includerla nell’Universal Search, ma come sappiamo questa strada è costellata di insidie, draghi, creature mostruose e complessità che tendono a frenare tutti i nuovi progetti sviluppati in questa direzione. Lo stesso Bing è fin troppo spavaldo sull'argomento.

Il Local Search è quello che ha sviluppato già da tempo Google ed è sicuramente una delle più interessanti specificità dei motori di ricerca e che in ottica SEO non può più essere tralasciata in quanto nelle Universal Search se cerchiamo qualsiasi cosa affiancata ad una località i primi risultati saranno quasi sempre legati al Local Search e spesso anche senza specificare la località grazie all’individuazione dell’IP, per cui cercando ad esempio solo Hotel.



Bing dunque battendo sempre questa strada aggiungerà quindi elementi informativi come menù, recensioni e mappe, un sistema che permette di indicarti la strada inserendo un indirizzo dandoti anche indicazioni sul traffico in tempo reale.


Anche se riguarda solo in parte il Local Search è interessante, al di là della ricerca dei film con relative recensioni e informazioni, la ricerca dei cinema dei quali già nella SERP dovrebbero essere presentati poi i film in programmazione, offrendo però la possibilità di ottenere già le informazioni riguardanti gli stessi film mostrati, quindi il genere e i voti degli utenti.


La ricerca di immagini è molto intuitiva ed efficace grazie anche agli ottimi filtri, in questo caso forse lo strumento è addirittura meglio di quello di Google.
La ricerca video non presenta caratteristiche particolari e quella delle news è piuttosto carente, non paragonabile al momento in alcun modo a Google News.
Altri tipi ricerche possibili ottimizzate per ottenere subito le informazioni sono quelle relative al meteo, al tracciamento di pacchi inviati o da ricevere.




Altre caratteristiche sono l’anteprima dei siti e la possibilità di ricercare all’interno dei siti più importanti grazie alla casella di ricerca che appare proprio sotto il risultato di ricerca.


Un'altra funzionalità di Bing è quella di Calcolatrice (presente anche questa in Google), l'immagine sottostante risulta illuminate.


Non tratto l’argomento Bing xRank, cioè la possibilità di sapere quali sono le celebrità più cercate e in voga, in quanto a mio parere non permette di fare grandi valutazioni statistiche o che abbiano un qualche senso tale da poterci costruire sopra una qualche riflessione che non sia da bar.

Da pochi giorni è anche possibile rivederere le più o meno affascinanti immagini che fanno da sfondo a Bing grazie agli appositi bottoni inseriti in basso a destra.
Nel footer infine sono stati poi inseriti anche tre nuove possibilità di ricerca-scorciatoie.

immagini-footer-bing

P.s. Un particolare, una cosa molto strana…a quanto pare Bing per il tracciamento dei dati non usa Google Analytics ma bensì Omniture…


26 giugno 2009

Offerte vacanza, promozione No-Cookies

Il sito di Appscout.com e in passato anche la CNN hanno messo sotto la lente d'ingrandimento una pratica utilizzata nel mondo degli eCommerce, compresi quelli che vendono pacchetti vacanza, offerte lastminute, voli, hotel ecc…
Questi tipi di eCommerce (tra cui Amazon) sfruttano un sistema molto fine e sconosciuto alla maggior parte degli utenti.
L’elemento centrale è il cookie, si tratta volgarmente di un contenitore che identifica un utente, al suo interno vengono raccolte una serie di informazioni relative alla navigazione sul sito Internet, in questo modo si ha un tracciamento del comportamento dell’utente e una sua autenticazione (più o meno consapevole) che gli permette nel caso ritornasse nel sito di essere riconosciuto e di ottenere magari offerte customizzate, più in linea con i suoi interessi, con quello che ha già cercato sul sito.

I cookies per cui non sono solo quelli collegati ai login di un sito, quando cioè è stato lo stesso utente a condividere le informazioni registrandosi e creando un proprio profilo (ad esempio nome e password per entrare in facebook), ma in molti siti invece vengono raccolti dati sul singolo utente anche a sua insaputa.

Come si riflette questo discorso sugli eCommerce?
A questo punto risulta chiaro, prendiamo in esame un sito che vende pacchetti vacanze, mettiamo il caso che io, anche se non sono registrato, inizio a scorrere le diverse offerte e focalizzo il mio interesse su una specifica località.
Ho deciso! Voglio andare a Mykonos! Guardo tutte le offerte, appartamenti, alberghi solo colazione, all inclusive e chi più ne ha più ne metta. Mio dio, non so cosa scegliere, aspetto prima di decidere, vado a fare un giro al bar, vediamo cosa mi consiglia Marco.
Dopo un paio d’ore sono a casa, voglio prenotare finalmente la mia vacanza, Agosto a casa no, non posso rimanere sotto il sole della pianura padana pressato da un'umidità infernale.
Ritorno quindi sul sito che avevo visitato poco tempo prima, lui mi conosce già, gli sto simpatico, casualmente nella home ci sono offerte che riguardano la Grecia ed in particolare Mykonos, entro nella pagina relativa.
I prezzi mi sembrano buoni, ma quello di cui non mi sono reso conto è che sono cresciuti!

Il ragionamento che fa il gestore dell’eCommerce è prevedibile, se ho passato così tanto tempo a navigare tra le offerte di Mykonos ho probabilmente già deciso di andare proprio su quell’isola greca, per questo motivo ad esempio un prezzo gonfiato di 50 euro potrebbe non fare alcuna differenza sulla mia scelta, non sarebbe discriminante.

Avete compreso quindi come questo procedimento possa essere esteso a qualsiasi tipo di eCommerce, qualunque prodotto venda.
Non sembra un comportamento molto onesto da parte di chi vende, pensate se in un negozio entrate e richiedete un paio di scarpe specifiche, il venditore le ha e sapendo che sei interessato invece di proporvi il prezzo di listino lo alza di 20 euro; ora se io ho possibilità andrò a vedere in altri negozi o magari provo a chiedere uno sconto, se non lo faccio però pago 20 euro in più rispetto a quello che magari è andato allo scaffale, ha scelto le scarpe da solo ed è passato dalla cassa per pagare. Questo è un caso limite, che può accadere se non c’è il prezzo esposto (che se non mi sbaglio dovrebbe essere obbligatorio).

Ai cookies si lega un problema relativo alla privacy, del tutto irrisolto, e che non è il caso di affrontare in questa sede.

Su Internet però queste cose possono sfuggire, per cui per prevenire questo tipo di situazioni eliminate i cookie quando ritornate sul sito dove ormai siete intenzionati a comprare il vostro pacchetto e prendervi una meritata vacanza.
In Firefox basta che dal menù in alto cliccate su Strumenti e poi su Elimina dati personali (spuntate quindi i Cookie), in Explorer sempre dal Menù, entrate in Strumenti e potete eseguire la stessa operazione con Elimina cronologia informazioni.
Buonissime vacanze!


23 giugno 2009

Eliminare annunci sgraditi in AdSense

Se utilizzate AdSense potrebbero presentarsi prima o poi alcuni problemi di pertinenza tra le vostre pagine e gli annunci offerti dal servizio di advertising di Google. Questi inconvenienti possono risultare spiacevoli ed intaccare l’immagine del vostro sito, soprattutto nel caso in cui avete un sito che tratta delle più disparate tematiche e che magari non ha argomenti così tematizzati e specialistici.

Non è un problema secondario, immaginate se nella Homepage di Repubblica ci fosse un banner grande con scritto “Hai problemi intestinali, prova Intestinex!” (non esiste). Sebbene si tratta comunque di pubblicità (e tutto fa brodo se funziona) non è probabilmente auspicabile che nell’homepage di un sito di informazione (che ha o vuole avere una certa autorevolezza) ci siano banner di questo tipo.
Il problema si amplifica ulteriormente con le pagine interne del nostro sito, nel caso di un blog, le pagine dei singoli post che magari trattano dalla pesca al giardinaggio, ma non troppo approfonditamente.
E’ vero che chi usa un servizio pubblicitario sa che quanto più la propria pagina offre contenuti originali e tecnici tanto più funziona il sistema di Advertising, ma è altrettanto vero che non sempre è possibile trattare un argomento in maniera rigorosa, per mancanza di tempo o per scarsa competenza, dunque quando a fianco dei propri contenuti si trovano pubblicità che possono ledere la vostra immagine, sono della concorrenza o fuori tema, potete eliminarli dalla Console di Google AdSense.
Nella sezione Impostazioni AdSense c’è la sottosezione Filtro degli annunci della concorrenza, basta inserire quindi i link all’interno dell’apposita finestra.

Ma come fare ad ottenere l’indirizzo Internet dell'annuncio visto che solo per alcuni è visibile sotto il testo pubblicitario?
Purtroppo i link che vediamo passando sopra con il mouse sono generati da AdSense, solo successivamente, cliccandoci sopra, arriviamo al link di destinazione, quello che c’interessa.
Vi ricordo però che noi non possiamo cliccare altrimenti violeremmo le condizioni del contratto di Google AdSense che abbiamo accettato e che prevedono che l’utente che usufruisce del servizio di advertising non può in nessun modo cliccare sugli Ads che appaiono nei suoi siti.

Fortunamente ci viene in aiuto sempre Google che ha previsto un Tool facilmente installabile da usare con Internet Explorer. Si tratta di una semplice chiave di registro che viene aggiunta al registro di sistema, per l’installazione del Tool vi rimando alla guida specifica dello strumento anteprima di AdSense.
Una volta installato andiamo sul nostro sito, nella pagina dove viene visualizzato l’Ads che vogliamo eliminare, a questo punto clicchiamo con il tasto destro del mouse e apriamo lo strumento di anteprima di AdSense, scegliamo l’annuncio che vogliamo eliminare e copiamo il link; s’inserisce quindi lo stesso nell’apposita finestra di AdSense ed il gioco è fatto.
Le modifiche diventano poi effettive dopo qualche ora.


Universi paralleli

Dalì, La persitenza del tempoSi tratta di un universo parallelo, statico, una probabilità, più di una congettura relativistica, un mondo parallelo, un tempo assolutamente relativo, infinitamente uguale a 0, una storia senza inizio e senza fine, uguale a se stessa.

Sono una cornice, la tua, non riesco ad uscire da questo quadro dove mi hai rinchiuso trent’anni fa.
Sono seduto in veranda, la mia Peugeot 205 è parcheggiata nel vialetto, in casa non c’è nessuno, fuori anche, la mia casa è isolata, in mezzo alla campagna, tutto è fermo.
La solita nuvola bianco panna ad est, il solito sole delle cinque del pomeriggio di Giugno, il solito rup rup di un cane che non esiste, i solito din don dan di un campanile troppo lontano perché lo senta, i soliti clacson del traffico caotico di un remoto centro cittadino, il solito stridere dei treni della stazione metropolitana mai inaugurata.
Non consumo, non brucio, non ho sete, non ho fame, non muoio, non posso, sono Dio? No, sono un’immagine dipinta in un quadro, quella che vedi tu, non c’è differenza tra me, il tetto della mia casa, la siepe, l’altalena immobile per bambini che non arriveranno mai per giocarci, la gazza ladra in giardino, la mia ombra.
Sono le cinque di pomeriggio di un giorno qualsiasi di Giugno, come lo so? Dal calendario ingiallito in cucina, è fermo a Giugno, anno 1993? In effetti non sento né caldo né freddo, potrebbe essere qualsiasi mese dell’anno, ma in fondo dall’altezza del sole…forse è primavera; comunque quel calendario è vecchio, ma rispetto a che cosa?
Sono vivo nel mio pensiero, penso in una dimensione morta ma la morte non esiste se tutto è fermo, sono Dio? No, sono solo caduto in un pensiero circolare, una realtà staticizzata, il quadro, quello che vedi tu, un uomo seduto in veranda, la Peugeot 205 parcheggiata nel vialetto, una casa priva di vita, dispersa in mezzo ad una campagna sempreverde.
Tutto quello che vedi in questo quadro, la mia vita, è solo frutto della tua mente, io stesso non esisto altro che nel pensiero, proprio come te rispetto a ciò che ti sta intorno.

16 giugno 2009

SEO 90210

Beverly Hills 90210
Vivo a Los Angeles da qualche anno, se non ricordo male mi sono trasferito qui nell’agosto del 1993, dopo aver ricevuto un’offerta di lavoro da una delle prime agenzie di consulenza per lo sviluppo di strategie di web marketing.
E’ interessante e stimolante lavorare in un settore incentrato su Internet, ci sono sempre nuove sfide, un ambiente professionale estremamente liquido, come direbbe Bauman.
La settimana scorsa mi ha chiamato Nat Bussicchio, il gestore del Peach Pit, bar-tavola calda resa celebre dalla serie televisiva Beverly Hills, dicendomi che voleva creare un sito vetrina per promuovere la propria attività.

La prima cosa a cui ho pensato ommioddio un sito vetrina?! Di quelli che non permettono nessuna forma di interazione tra utente e gestore-proprietario del sito Internet magari?
E non ancora contento della sua proposta mi ha dato una lista di keyword per le quali vorrebbe piazzarsi in Top 5 sui motori di ricerca. No, ancora con questo approccio! Mio dio!
Ma in fondo siamo negli anni Novanta e questo è ancora quello che passa per la maggiore il convento e allora dopo aver formulato un preventivo sulla base delle richieste Nat ha accettato di buon grado di affidarsi alla nostra impresa.
E allora giù di doorway, di key stuffing, di contenuti al limite della ragione umana e della comprensibilità.
Dopo un anno insieme Nat si vanta del traffico sul suo sito, del fatto che si piazza primo per Beverly Hills 90210, per Pitch-Pit e tavola calda a Los Angeles e che riceve moltissime email quotidianamente.
Io, è ovvio, non posso sollevare il dubbio sul senso di quel sito, evito di fargli domande come “A cosa ti serve quel sito?”, “Cosa ci fai con quel traffico?”, “Come pensi di incrementare ulteriormente il traffico e magari fidelizzarlo?”, “Che servizi vorresti offrire al potenziale cliente?” Ma a lui non interessa, vuole solo piazzarsi per il suo gruppetto di Keyword e noi questo gli diamo.

Da allora sono passati molti anni, io lavoro per un’altra agenzia, occupandomi principalmente di SEO e ancora, nel 2009, capitano clienti a cui interessa il solo e semplice piazzamento sui motori di ricerca, quando il committente è abbastanza importante allora si può cercare di esaudire questa prima richiesta avendo però in testa una prospettiva ben più ampia, sviluppare una strategia di Web Marketing, Seo-Sem, di tutt’altro profilo che forse apparirà in prima battuta meno comprensibile di un piazzamento nelle prime posizioni, ma che nel lungo periodo non avrà nulla a che vedere con semplici posizionamenti su un motore di ricerca.

Argomenti essenziali, spesso sottovalutati o addirittura sconosciuti, sono infatti l’individuazione degli obiettivi del sito, misurazione dell’efficacia del sito (dell’usabilità), delle conversioni, della distinzione tra traffico generico e traffico composto da utenti che vogliono effettivamente usufruire dei servizi e delle informazioni che il sito Internet può offrire, popolarità del sito, fedeltà degli utenti, autorità acquisita nel tempo nel proprio ambito.


08 giugno 2009

Confronto Google, Bing e Yahoo

bing-google-yahoo
Se v’interessa confrontare e tenere monitorati i risultati dei principali motori di ricerca vi segnalo un sito per fare ricerche alla cieca (blind searches) ideato da Michael Kordahi, si chiama blindsearch.fejus.com.

Si ha la possibilità di ottenere nella stessa pagina i risultati di Yahoo, Google e del neonato Bing (ex-Live Search).

Potete scoprire qual è il motore che preferite votando il risultato della ricerca che più si avvicina a ciò che realmente volevate trovare.

Facendo diverse prove le risposte più pertinenti mi sono state proposte da...indovinate da chi, non è difficile, provate anche voi.
Peccato non si possano comparare anche altri tipi di ricerche offerte dai motori, come quella per immagini o video.

Scusate per il termine un po' scurrile all’interno dello screenshot, non so quanti utenti facciano quel tipo di ricerca su Internet.


02 giugno 2009

Carlo Parlanti, l'ultimo brindisi?

Carlo Parlanti 1996“L'ultimo brindisi?” è il racconto breve con il quale ho partecipato al concorso letterario di Villa Petriolo, un'azienda vinicola fiorentina che ormai da due anni propone questa iniziativa. Per conoscere i vincitori vi rimando al blog di Villa Petriolo, il giorno delle premiazioni sarà il 25 Giugno presso la stessa azienda.
Le storie narrate sono ovviamente tutte legate al vino e nel mio caso ho approfittato per scrivere un breve testo che incuriosisse i lettori su una vicenda molto controversa e drammatica riguardante Carlo Parlanti, vicenda nella quale il vino è uno dei diversi elementi che denotano come il processo abbia avuto un verdetto quantomeno anomalo.
Una storia vera forse un po' al di fuori del concorso per la sua atmosfera tutt'altro che idilliaca, l'idea di fondo è stata più che altro quella di offrire la possibilità di approfondire la storia a quanta più gente possibile ed eventualmente aiutare in qualche modo Katia Anedda, la fidanzata di Carlo che si sta battendo per arrivare ad una revisione del processo. Per ogni ulteriore informazione potete andare sul sito di Carlo Parlanti, dove trovate perizie, atti del processo, ricostruzioni e tutti i modi attraverso i quali potete dare il vostro supporto a Katia, donazioni, articoli, segnalazioni, passaparola su Internet con Facebook e gli altri Social Network, ecc...

L'ultimo brindisi?

1

Aspettando l’ultimo brindisi.
Lei con il suo amore diventato ossessione, il nostro rapporto sbilanciato, distorto, ognuno dimostra i sentimenti a proprio modo, dopo l'amore platonico e quello reale, c'è quello patologico che può portare a conseguenze inattese, quasi sempre drammatiche.
Avremmo dovuto essere entrambi morti secondo quanto raccontato durante il processo, lei a forza di botte, io di vino nel corpo, poco importa se le due situazioni siano a rigore di perizia esse stesse in contraddizione, ma a distanza di anni siamo vivi e vegeti, non mi sono arreso, lei forse si è rifatta una vita, io sto male, la mia salute vacilla, dopo aver immaginato sette anni in Tibet ne finirò nove qui, ad osservare il cielo di cemento con i peggiori compagni di viaggio, quelli da riabilitare.
Passare la notte nella prigione californiana di Avenal è quasi come dormire in una palestra adibita a dormitorio dopo un terremoto che ha steso la metà delle case: il problema è che oltre il bagno non si può andare, non si può uscire. Stiamo tutti stipati su piccoli letti a castello a condividere i nostri peccati, i vizi (per lo più droghe, alcol, sigarette e psicofarmaci) o addirittura le virtù nel migliore dei casi. L'ultima conta è alle dieci e mezza di sera, a mezzanotte si spengono le luci.
Le guardie hanno il manganello facile e lasciano che i detenuti si sfoghino e facciano a botte tra di loro per intervenire solo successivamente: bisogna stare sempre in allenamento fisico e mentale altrimenti prima o poi qualcuno ti aggiusta le ossa secondo i suoi gusti e le cure che spesso poi prescrivono i medici non sono quelle indicate dai protocolli del cosiddetto mondo civile. Io ne so qualcosa.
La giustizia passa sulla mia pelle, vivrò anche per riaprire il caso, per levare dal volto di chi ha conosciuto la mia vicenda l'espressione d'incredulità alla quale spesso mi trovo di fronte: bocche aperte ed occhi spalancati sottotitolate da frasi quali Com'è possibile? Veramente è andata così? E le prove dove sono?
Silenzio, “l'imputato si alzi in piedi, la giuria ha emesso il suo verdetto,” ancora silenzio, la tensione cresce, è la svolta finale, l'avvocato Bamieh pensa impossibile perdere questa causa, silenzio, attimi lunghissimi, colpo di scena, colpo al cuore, colpa alla vita, è colpa dell'imputato,“L'imputato è colpevole”, le certezze vanno in frantumi, “Bamieh abbiamo perso la causa!”
Mentre si cade il mondo e la gente che lo popola si fa sempre più distante e sfuocata, i suoni confusi, fino al silenzio, sono ancora prigioniero del silenzio.
Quando si parla di giustizia bisogna andarci cauti, io del resto l'ho già conosciuta e questo Rebecca lo sapeva, tutti sanno che gli errori giudiziari sono sempre esistiti da che esistono i processi, la giustizia è amministrata dagli uomini e gli uomini in quanto tali commettono errori, a volte in buona fede, gli stessi che posso aver commesso io nella mia vita ma che mai avrei pensato mi avrebbero potuto portare fino a questo punto, ma a volte si commettono errori anche in malafede per coprirne altri che si potrebbero pagare in prima persona.
Fortunatamente dopo aver varcato la soglia del carcere di Avenal a morire è stata solo una parte di me, importante è vero, ma ci sono ancora, un po' piegato e malconcio, e non sono del tutto emarginato dal mondo, fuori c'è Katia, la donna alla quale sono riuscito a dire con l'anima ti amo e che sta passando parte della sua vita per difendere la mia dignità, la mia salute, e tentare di rivedere il processo, ma come spesso capita amore e volontà non bastano, servono i soldi e purtroppo non ce ne sono mai abbastanza.
Tutto questo per due sole bottiglie di Chardonnay da 2 litri ciascuna che avrei bevuto in poche ore prima che la spirale giudiziaria si avvolgesse intorno al mio corpo e mi stritolasse come un boa con la sua preda, il fiato si fa corto “Bamieh abbiamo perso la causa!”
Ho sempre considerato il vino un buon modo per rendere spensierata e leggera la vita, per aggiustare il punto di vista sulla vita ogni tanto, per brindare e condividere con le persone un po' di allegria, per riavvicinarmi alla terra, niente di più, nessuna apologia dell'alcol, in fondo mi sono sempre occupato d'informatica facendo sport in palestra nei ritagli di tempo, non sono una rockstar, non conosco Tyson, Bjork o Naomi Campbell, non sono interessante quanto loro, ma la mia storia... peccato solo sia reale, non sono Andy Dufresne, io mi chiamo Carlo, dietro di me non c'è uno scrittore, ma solo la mia vita.

Scusi un attimo, ha detto 4 litri di vino in meno di 5 ore?!
Di Chardonnay?
La cui gradazione media è di 12,5?
Ma lei è un fenomeno! E' immortale! Non ha un fegato, ha un depuratore industriale!


2

Dall'alto della sua esperienza nel settore Carlo era riuscito a diventare insegnante d'informatica del carcere, uno dei pochi insegnanti degli ottomila detenuti che affollavano la prigione, di cui quasi la metà avrebbe dovuto essere altrove per motivi di spazio, costruiremo nuove carceri, ripetevano i politici mandato dopo mandato.
I flash si susseguivano, le testimonianze di Rebecca in aula e la documentazione sembravano non coincidere mai, in un turbine di parole, frasi e situazioni attraverso le quali la confusione prendeva il sopravvento; per questi motivi Bamieh, l'avvocato di Carlo ripeteva che le prove si smentivano da sole, le ricostruzioni altalenanti della signora White non erano attendibili. Insomma l’assistito era in una botte di ferro, alla fine del processo si rivelò di carta pesta, prese fuoco insieme alla libertà di Carlo.

3


Davanti al computer muoveva la testa sconfortato, non riusciva a risolvere un problema al software a cui stava lavorando. Per alleggerire un po' il senso di oppressione prese una bottiglia di vino dal frigo ed iniziò a berla in quel caldo pomeriggio di fine giugno, il 29 per la precisione, anzi no, ritrattazione in aula, era il 6 Luglio, no, l'agenda di Carlo venne in aiuto di Rebecca White, nuova ritrattazione, era il 7 luglio quando davanti al computer iniziò a bere la sua prima bottiglia da due litri di Chardonnay, il sapore intenso allietava almeno in parte la sua permanenza al computer. 
Rebecca, la donna con cui conviveva rientrò in casa alle cinque, forse le sei, il loro amore sembrava tutt'altro che intenso, sebbene lei diceva di amarlo scrivendolo anche nelle email negli ultimi tempi avevano smesso di dormire insieme, Carlo ormai non provava nulla e aveva detto più volte che stava pensando di andarsene, approfittando delle buone prospettive professionali, la sua idea era quella di potersi ristabilire in Europa.
Beveva, la prima bottiglia era finita, il dio Bacco sorrideva compiaciuto, Carlo non era ubriaco, due litri di vino da 12° bevuti il pomeriggio sono una passeggiata per chiunque, chiese a Rebecca di andarne a prendere un'altra al supermercato e poco dopo era già di ritorno con la seconda, non si trattava evidentemente di degustazione, la stappò e continuò a bere, altri 2 litri, era ancora in piedi? Certo!
Richiamò Rebecca, l'aria si riempì di tensione:
"Sai Rebecca, forse è meglio per entrambi non vivere più sotto lo stesso tetto, dovresti andartene..."
"Andarmene?"
"Sì, non si può andare avanti così"
Quasi aspettasse di sentirgli dire quelle parole: "E' questo quello che vuoi!"
"Sì, mi dispiace, ma è ciò voglio."
"Come preferisci allora, non mi vedrai mai più!"
Dopo il breve scambio di battute Rebecca era in camera da letto a preparare le valigie, stava per uscire, all'improvviso Carlo si avventò su di lei: "Dove vai!".
La violenza esplose, prese la testa di Rebecca e la iniziò a sbattere contro la parete, uno, due, tre, trenta volte - la polizia, nessun segno sulle pareti - ora in camera da letto, urla strazianti - nessuno sente, l'appartamento ha muri così sottili che si sentono le chiacchiere dei vicini - nuove percosse e botte - il medico, nessun segno che possa far pensare alla violenza di cui sarebbe stata vittima Rebecca - sanguinava copiosamente sul letto - la polizia, nessuna traccia di sangue su coperte e materasso - Rebecca a pancia in giù veniva posseduta, stupri ripetuti - forse consenzienti diceva lei. Lasciata legata per due giorni, forse no. E' tutto scritto nei diari, i diari? Scritti durante gli stupri, durante gli stupri?
Passa un mese, Rebecca denuncia, passano alcuni mesi, Carlo è in Germania per un nuovo lavoro, viene arrestato, non sa perché, dopo diversi giorni viene estradato. Goodbye Freedom, Welcome California.

Interruzione pubblicitaria. Un buon Chardonney può cambiare il gusto di una giornata, a volte una vita intera.

26 maggio 2009

Perché usare il Tag Priority

A cosa serve il tag Priority? Dal punto di vista SEO rappresenta una tra le diverse possibilità per indirizzare al meglio gli spider dei Motori di Ricerca sulle pagine del nostro sito che consideriamo più rilevanti e che vogliamo dunque vedere indicizzate per prime.
Si tratta di un comando da inserire nella Sitemap XML, ma come usarlo?

L'applicazione più utile e proficua del Tag in questione è probabilmente nella fase di prima indicizzazione del sito, quando cioé il sito è stato appena reso raggiungibile agli spider, è dunque online da poco.

Se ad esempio avessi un sito di eCommerce che vende scarpe di marca, vorrei che le pagine dei singoli brand, ad esempio "Scarpe Nike" fossero indicizzate prima di una pagina che rispetto alla Index è meno profonda, ad esempio la pagina-categoria "Scarpe da ginnastica" che idealmente sta sopra a "Scarpe Nike".

Cercando di chiarire. Sappiamo che la pagina Index (Home) del nostro sito è ovviamente, se la struttura è razionale, a priorità assoluta. Poiché la scala del tag priority va da 1 (massima rilevanza) a 0,0 la pagina principale nella Sitemap XML apparità in questo modo:

Tag Priority

Nel modo seguente diremo poi a Google di controllare ed indicizzare prima "Scarpe nike", rispetto ad esempio alla categoria-pagina di cui fa parte.

XML-tag-priority

Tutto questo ha più senso nella prima fase di indicizzazione ed in parte nel caso in cui si abbiano in un sito pagine che vengono aggiornate spesso e per le quali si vuole che su di esse ci sia un'attenzione maggiore. Nel nostro caso potrebbero riguardare i marchi che vendiamo di più o più ricercati, per cui vorremmo che ogni nuovo modello sia subito indicizzato.
Di certo se la struttura del sito e i contenuti sono già indicizzati Google tenderà a stabilire una priorità per ogni pagina quanto più vicina a quella che suggeriremmo, nel tempo gli spider tendono a stabilire criteri più precisi e razionali per ogni sito, ciò significa che se abbiamo lavorato bene sui contenuti e sulla struttura essi saranno in linea con le nostre valutazioni.

Bisogna anche sottolineare, nel caso non fosse chiaro, che il Tag Priority non ha nessuna influenza sulle pagine dei risultati di Google, cioè quello che fa vedere Google dopo una ricerca risponde comunque ai propri criteri di selezione delle pagine.

La considerazione generale è comunque che ogni specifica in più che possiamo dare ai Motori di Ricerca è utile valutarla e tenerla in considerazione per un eventuale utilizzo.

15 maggio 2009

Il testo di Numero uno di Matze Knop

Non ce l'ho fatta, vi propongo qui il video e il testo della geniale quanto trash canzone Numero uno, Luca Toni del comico-conduttore-cantante tedesco Matze Knop. Qualcuno li chiama in modo dispregiativo crucchi ma in fondo ci beccano anche loro a volte! E sono stati pure simpatici!

Il motivo della canzone è stato ripreso da Pasta e fagioli di Lino Toffolo che a sua volta ha ripescato parte del testo e la melodia da un'altra canzone ancora dal titolo Zuppa Romana.

Video non ufficiale Luca Toni, numero uno





Testo della canzone


Fritti, scampi, e Chianti, calamari
Luca sei per me, numero uno

Cannelloni, Luca Toni, peperoni
Luca sei per me, numero uno

Bella donna, Mamma Mia, alimenti
ciao, Roma Roma, Ribery, amore mio

Mozzarella, mortadella, Mit Nutella
Luca sei per me, numero uno

Prego, fallo a Luca Toni
Simulazioni, Stehe wieder auf (hey)

Prego, Luca Tore mache, und bei Jubel lache, campioni Luca Toni

Zabaione, minestrone, o benone
Luca sei per me, numero uno

Italiani, trifft Germani, große Klappe
Luca sei per me, numero uno

Bella donna, Mamma Mia, alimenti
ciao, Roma Roma, Ribery, amore mio

Amaretto, Rigoletto, Benedetto
Luca sei per me, numero uno

Prego, acqua minerale, grappa speziale
cozze vongole

Prego, foto di panini, Schicker Lamborghini, Luca Toni kriegt milioni

Tortellini, cappuccini con Martini
Luca sei per me, numero uno

Luca Toni, telefoni, Berlusconi
chiama qui per te, numero uno

Bella donna, Mamma Mia, alimenti
ciao, Roma Roma, Ribery, amore mio

Schwarze Haare, Viel ballare, calcio di mondiale ma per me, numero uno

Welcome to the news of the week:

Colero ma-kio mio millo piascolo piccolo, no, Monaco di bavaria seco, campioni del mondo, no, EM ausgeschieden, no che bello, no, allora che bello

Gool de Luca Toni!

Tortellini, cappuccini con Martini
Luca sei per me, numero uno

Luca Toni, telefoni, Berlusconi
chiama qui per te, numero uno

Bella donna, Mamma Mia, alimenti
ciao, Roma Roma, Ribery, amore mio

Schwarze Haare, Viel ballare, calcio di mondiale ma per me, numero uno

P.s. Sono ben accette correzioni, alcune parole sono dubbie


13 maggio 2009

Vieni con me

La settima canzone di Rec in Rum è Vieni con me, racconta di sogni e speranze, della felicità, della ricerca della felicità. Ogni persona passa parte della propria esistenza a confrontarsi con i propri sogni di gloria, di gratificazione personale.

La prima volta che ho fatto l'amore è stato a 18 anni, su una cabrio, quella di mia madre, che il papà le aveva regalato per sentirsi un po' femminista, peccato solo si trattasse di una punto e non di una porsche. Non era in fondo male, dopotutto d'estate si potevano guardare le stelle comodamente seduti sul sedile, bastava fermarsi nel buio della campagna, a patto di aver fatto un tuffo prima in qualche liquido anti-zanzare.
Quello che avvenne una calda sera d'estate con G. non fu niente di speciale, ma sul momento lo sembrava, io l'amavo, lei diceva di amarmi, non avevo dubbi sulla sua sincerità, e allora dopo averci pensato su qualche notte decidemmo che fosse il momento buono.
Passai da casa sua alle dieci, dopo una breve tappa in piazza a scambiare due chiacchiere con gli amici. Alle undici la luna piena contemplava i nostri corpi nudi e incollati in una carraia poco fuori dal paese, durai un'ora, sarà stata la tensione o non so che, ma ad oggi non sono ancora riuscito a battere quel record.
Quella notte parlammo poi del nostro futuro, dei progetti, con quella sensazione di serenità e quiete che pervadeva i nostri corpi dopo aver raggiunto la massima intimità possibile ed io ancora ripenso a quelle frasi piene di speranza, di sincerità, ma anche oggi arrivo in ritardo, “sono anni che ti aspetto,” non importa, se ci credi tu io non ho da temere, ho conservato un sacco di girasoli e sapori nella credenza dei miei pensieri, passeggiano baci, umori, amori e scalpitano unioni, voglio prenderti tutta e ballare, voglio solo ballare e cantare con te.
Non sono ancora cresciuto, non ho ancora fatto il salto di qualità, la gente vuole vedermi crescere ma non mi lascia crescere.
Stasera non ci sono per qualcuno, solo per chi vuol fare casino con me che ho gridato ci sono anche io, saltiamo sulle nostre Punto Cabrio e fingiamo che tutto sia perfetto, libertà è solo per chi la cerca e non per chi ce l'ha.
Mi chiedi dove sono i miei soldi, li ho investiti in difficili guadagni, che a credere nei sogni a volte poi non mangi, e ti guardi allo specchio e vedi qualcuno Nettuno ma chi è? Quel suono distorto e semplice proviene da noi, che vogliamo solo ballare, vogliamo solo cantare.
Mi maledirai sul fondo dell'oceano, mi esalterai nel cielo e nell'etereo, ma qualunque cosa farai io tornerò a guardare le stelle sulla mia punto cabrio, a sperare, ad immaginarmi il mondo e il modo migliore per esprimermi. Tu che fai? Vieni con me?

05 maggio 2009

Il labirinto di Adranos, premiazioni Incipit da Favola

Incipit da Favola è il concorso indetto dal sito Internet di Kataweb ilmiolibro.it, i risultati dovrebbero conoscersi a breve. Si trattava semplicemente di costruire una storia partendo dall'incipit di un racconto di Paola Mastrocola. Vi propongo qui la mia creazione realizzata per l'occasione. S'intitola "Il labirinto di Adranos". Le prime righe tra virgolette sono l'incipit.

Il labirinto di Adranos


"Siccome avevo preso un altro brutto voto, mio padre mi disse:
- Va bene, allora oggi verrai con me a lavorare. Così vedrai come si fatica!
Mio padre faceva il giardiniere, e andava in giro per i giardini altrui. Andava a potar piante, rastrellare foglie e tagliare erba col suo potente tagliaerba.
Quel giorno doveva occuparsi niente meno del giardino dei terribili Lorchitruci.
I Lorchitruci erano la famiglia più ricca e potente della collina. A me facevano paura due cose di loro: il nome, perché mi veniva da pensare a degli orchi molto truci; e il giardino, appunto, perché era chiuso da una muraglia gigantesca dietro la quale chissà che cosa mai si nascondeva.”

Erano le otto di mattina di una limpida giornata di maggio, salimmo sul vecchio Fiorino di mio padre alla volta della collina del male. Così la chiamavano sottobanco e sussurrando tutti coloro che vivevano ai suoi piedi. Si raccontavano tantissime storie su una buona parte delle ville che la costellavano, molte delle quali sembravano uscire dalle mani di qualche scrittore popolare di horror, alcuni dicevano che anche De Sade avesse vissuto lì per qualche tempo durante la sua permanenza in Italia.
Mi rivolsi a mio padre e per farmi coraggio urlai: “Lorchitruci stiamo arrivando!”
“Ma cosa gridi a prima mattina! Ti rimetto in riga io! Vedrai che oggi sgobberai così tanto che studiare ti sembrerà il passatempo perfetto.” Ovviamente io non potevo dire che già pensavo con nostalgia ai libri, a Paolo e Francesca e al Teorema di Gauss.
Arrivammo alla villa, due strane creature in gesso ai lati del cancello mi osservavano con sospetto, un brivido. Intanto immaginavo che al di là della barricata il sole non potesse arrivare, ma mi sbagliavo, infatti non appena si aprì il cancello simil carcere i riflessi della luce giungevano ai miei occhi da tutte le parti: un parco naturale con lago artificiale e piscina, solo in lontananza la casa, un misto tra stile colonico e barocco. Lorchitruci solo uno di noi sopravviverà!
"Poterai il labirinto, le parti alte che non sono riuscito a pareggiare al resto della siepe."
"Il labirinto?"
"Sì, il labirinto, ma non preoccuparti, non ti perderai, ha una sua logica, basta andare sempre a destra. Prendi la scala, la motosega e il sacchetto con il pranzo, io vado a potare gli alberi dall'altra parte della villa, ci rivediamo stasera alle sei."
"Addirittura?"
"Sì tanto quello che devi fare non è molto, più che altro dovrai spostarti spesso, si tratta di rifiniture. Ricordati, segui sempre la destra e arriverai al centro del labirinto. Al lavoro sfaticato e alle sei puntuale di fronte al cancello principale!"
"I Lorchitruci dove sono?"
"Sono andati in città, c'è solo il custode."

Guardai mio padre allontanarsi, subito dopo mi diressi all'imbocco del labirinto, era formato da una siepe molto alta e larga ed in effetti non ero tutto perfetto, alcune parti sporgevano. Mi tirai su le maniche, indossai i guanti, piazzai la scala, accesi la motosega ed iniziai a tagliare qua e là. Il caldo si faceva sempre più pressante, tra spostamenti e sali-scendi proseguii tenendo la destra.
Lo stomaco brontolava, possibile? L'orologio segnava già mezzogiorno e quaranta. Accidenti! Ecco perché ho così tanta fame! Mi sedetti su un gradino della scala e mangiai il mio panino con prosciutto cotto e formaggio. Non sapevo ancora se sarei riuscito ad arrivare al centro del labirinto, ma la cosa più importante è che ancora non era successo nulla di spaventoso.
Cercai il cellulare nelle tasche, non c'era, l'avevo dimenticato in macchina, scovai però il pacchetto di sigarette di un mio amico che mi aveva chiesto di tenerglielo e poi non si era ricordato di farsele ridare. A quel punto, sebbene non fossi mai stato un fumatore, pensai che una bella sigaretta sarebbe stato un buon epilogo per il pranzo, ne accesi una, tossii subito, ma dopo qualche boccata mi abituai, anche se non aspiravo il fumo, bruciata ormai fino al filtro la buttai a terra. E' ora di riprendere a lavorare!
Per diversi metri di siepe non dovetti intervenire, svoltai ancora una volta a destra e posai nuovamente la scala a terra, salii, riaccesi la motosega e puntai, incontrai qualche difficoltà, la velocità della lama ogni tanto diminuiva perdendo efficacia. Ad un certo punto per tagliare la parte più alta della siepe mi sbilanciai troppo e finii per cadere al suo interno, mi parve di vedere sul terreno due teschi, due teschi di uomini?! Lo sapevo! Allora è vero quello che si dice sui Lorchitruci! La motosega cadde dietro di me e continuando a funzionare finì per segare una gamba della scala, impattai la testa contro un ramo e svenii.

Mi risvegliai alle nove e mezza di sera, mio padre era seduto di fianco al letto su cui ero steso, con voce commossa disse: "Momenti ci rimanevi secco, mi stavi facendo venire un infarto."
"Ma siamo in ospedale?"
"Sì, hai perso conoscenza mentre lavoravi, per fortuna sono arrivato in tempo. Ho raggiunto il labirinto in fretta e furia quando ho visto le fiamme levarsi dal suo interno."
"Le fiamme?"
"Sì, non si sa in che modo, ma si è scatenato un incendio che fortunatamente non si è esteso al resto della collina grazie alle mura della villa che ne hanno bloccato l'espansione."
I vecchi lo dicevano sempre: ciò che accade nella proprietà dei Lorchitruci non esce dalla proprietà dei Lorchitruci.
Rimasi in silenzio...la sigaretta poteva essere stata la causa? Non era mio interesse verificarlo o confessarlo.
Mio padre riprese il racconto: "Allora sono entrato nel labirinto correndo all'impazzata per trovarti, stava andando tutto a fuoco, ho trovato la scala rovesciata e la motosega per terra, ho visto la tua gamba uscire fuori dalla siepe, così ti ho preso e portato fuori. Ora eccoti qua."
Quasi senza ascoltare la storia che mi riguardava dopo un attimo di esitazione replicai: "Sai papà, ho visto una cosa dentro quel labirinto."
"Non ti sforzare ora, mi dirai domani" e facendomi cenno di girare la testa "ora ti devo presentare qualcuno."
Volsi lo sguardo verso l'altra parte della stanza, mi accorsi che c'era un'altra persona in piedi vicino alla finestra.
"Mi sono dimenticato di presentarti il conte Canio dei Lorchitruci, è venuto subito a trovarti dopo aver saputo che ti eri fatto male. Visto com'è stato gentile?"
"Sì, gentilissimo" dissi con un filo di voce, il terrore fece ritorno, mi sentii mancare: papà, forse vuole solo accertarsi che non abbia scoperto qualcosa sul suo conto, pensai.
Il suo sguardo fisso penetrava tra i miei pensieri: ciò che accade nella proprietà dei Lorchitruci non esce dalla proprietà dei Lorchitruci.

Non confessai mai a nessuno quello che vidi quel giorno.



24 aprile 2009

Registrarsi a Google Maps

business-center-google-mapsRegistrare un’attività commerciale al Business Center di Google Maps può essere molto utile a fini della sua individuazione su Internet (se esiste il sito) e nel "mondo reale" dove è localizzato l’esercizio, facilmente rintracciabile attraverso le mappe di Google e le informazioni relative all’indirizzo. Utile a negozi, aziende, concessionarie, officine, potenzialmente ad ogni attività geolocalizzabile e dunque proponibile tra i risultati delle ricerche locali (local searches).
Ma per quale motivo è importante sfruttare questo servizio che è peraltro completamente gratuito?
Basta fare una ricerca, ad esempio concessionarie Milano, e risulta chiara l’importanza di una registrazione al Business Center.

serp-di-google
Escludendo i link sponsorizzati, nella Serp di Google tra i primi risultati offre proprio quelli di Google Maps. Ogni risultato è formato da due link uno al sito dell’esercizio se è stato inserito nella scheda, uno alla pagina con la mappa e le relative informazioni inserite in fase di registrazione. Se non s’inserisce un sito entrambi i link punteranno alla pagina singola di Google Maps.

Ma dal punto di vista pratico come si fa ad inserire la propria attività?

Il procedimento è molto semplice. Anzitutto bisogna creare un account google e iscriversi al Business Center. Dopodiché si passa alla fase di iscrizione vera e propria al servizio.
Le possibilità di creazione della scheda sono due.

1. Caricamento singolo esercizio



Il caricamento collettivo prevede la creazione di File Excel con tutti i dati richiesti, dopodiché bisogna salvarlo in file TXT (unicode) e fare quindi l’upload del file. Il file può essere usato per un caricamento completo, un'aggiunta o un'eliminazione delle proprie sedi. Per ogni sede si deve scegliere un ID identificativo, come negozio1, negozio2, negozieMI, negozioRO.
A seguire un esempio di file Excel con i dati da inserire.


2. Caricamento collettivo - File Excel

file-excel-google-maps

Dopo l’inserimento dei dati della propria azienda per fare in modo che l’attività sia realmente disponibile bisogna verificarla.
Le verifiche possibili sono tre: SMS, chiamata telefonica o posta. Attraverso il canale scelto si riceverà un codice PIN che si andrà ad inserire poi nel Business Center.
A quel punto la registrazione è ultimata.

In fasi successive è possibile inserire foto e video, eventuali recensioni degli utenti.
Una critica che si può fare a google è quello dell’inserimento di annunci adsense all’interno delle schede e di un link nella mappa che magari finiscono per pubblicizzare la concorrenza.

Google prevede anche un sistema automatico di registrazione dei vari esercizi commerciali: i dati a cui fa riferimento vengono raccolti dalle Pagine Gialle. La procedura è evidentemente più lenta e non ottimizzata. Dopo l'accordo di marzo 2009 di Partnership tra Google Italia e Seat Pagine Gialle il sistema sarà probabilmente potenziato.

C’è un ultimo aspetto da valutare e per il quale è meglio non dimenticare la registrazione al Business Center.
Può succedere che la propria attività sia stata già inserita da qualcun altro, magari con tutti i dati giusti tranne il numero di telefono, per rubare clienti magari o spillare soldi sfruttando l’identità altrui. La truffa è sempre dietro l’angolo. A tal proposito vi rimando ad un interessante articolo sull’argomento, Google Maps Hijack.


21 aprile 2009

Cane km0, bonus rottamazione gatto

cane,cucciolo di gattoVuoi comprare un cane o un cucciolo di gatto? Hai già un cane o un gatto ormai vecchio? Con queste domande il governo ubulecano sembra rivolgersi alla popolazione. L’iniziativa del premier locale è volta a risolvere il problema del randagismo dilagante frutto di una tradizione religiosa per la quale tutti gli animali domestici raggiunta la vecchiaia vengono lasciati liberi per andare a morire nel luogo che preferiscono. La credenza popolare afferma che in questo modo la loro anima potrà congiungersi alla terra liberamente, senza costrizioni, e dunque trovare la pace.

Il problema è che cani e gatti vengono lasciati liberi spesso quando ancora sono in piena forma, così accade che questi si accoppino o continuino a vivere per molto tempo, accrescendo le fila degli animali randagi.
La proposta della maggioranza è quella di obbligare i padroni a consegnare tutti i cani e i gatti che raggiungono di volta in volta la vecchiaia per rilasciarli poi nelle riserve naturali a morire liberamente senza affollare strade e luoghi pubblici.
L’opposizione religiosa ultra-integralista dipinge come immorale e contro natura questa soluzione, aggiungendo che le riserve sarebbero in realtà una prigione e ciò non permetterebbe alle loro anime di trovare la pace.

A questo punto risulta facile fare dell’ironia, immagino già i cartelloni pubblicitari: nuovi incentivi rottamazione cani e gatti. Cambia il tuo vecchio gatto con uno nuovo. Vuoi un cane km0? Passeremo a prendere il tuo vecchio senza spese. Possibilità di finanziamento agevolato. Cuccioli di cane e di gatto in sconto, libera il tuo vecchio cane, la sua anima te ne sarà grata.

Seguiremo gli sviluppi...la soluzione è sotto gli occhi di tutti, basta selezionarla.

Esperimento di link baiting estremo? O pesce d'aprile posticipato?


10 aprile 2009

Tv-Pc All in One: il Mediacenter totale

pc-tv-internet-all-in-oneIl futuro delle nostre case, dei nostri elettrodomestici è veramente All in One? Tutto interconesso e collegato ad Internet? E’ probabile, del resto negli ultimi anni il matrimonio è avvenuto tra Internet e i cellulari, ora manca il terzo elemento chiave delle telecomunicazioni la televisione.
E’ difficile credere che quest'ultima continuerà a vivere parallelamente rispetto ad Internet.
Certo è che finché non s’inseriranno colossi come Google, Apple, Microsoft a proporre tecnologie ibride e software ad hoc tutto rimarrà fermo.

Gli investimenti attuali si muovono principalmente verso la realizzazione di piattaforme semplificate e funzionali per palmari, cellulari e netbook, potrebbe essere proprio il passaggio successivo a portarci verso l’integrazione delle stesse funzioni o di interi sistemi operativi all’interno delle televisioni.
Un esempio che vi propongo riguarda un modello di televisione presentato al CES 2009, uno dei più importanti eventi fieristici al mondo sull’elettronica di largo consumo.



Si tratta di una TV LCD Touchscreen ad alta definizione in grado di sfruttare la tecnologia Blu-ray e nella quale è stato integrato il sistema operativo Windows Vista per compiere oltre alle tipiche funzioni di una televisione quelle dei computer, compresa la navigazione Internet attraverso antenna Wifi.
Ancora una volta si tratta di una soluzione intermedia, mentre quello che ci si aspetta riguarda sistemi operativi semplificati, realizzati appositamente.

Dopotutto progetti di questo tipo sono già stati sviluppati solo che evidentemente nessuno ha ancora fatto il passo decisivo, poi bisogna smaltire di volta in volta le tecnologie intermedie per le quali sono stati fatti i principali investimenti.
Comunque sia è evidente che lo spazio per una produzione su scala industriale esiste, grazie anche ai continui avanzamenti tecnologici nel campo della miniaturizzazioni di tutte le componenti elettroniche, delle nanotecnologie.
In questa direzione va ad esempio il prodotto presentato in questi giorni da Acer, l’unità nettop Aspire Revo o soprattutto il progetto Net tv di Philips.


09 aprile 2009

La pubblicità online conviene?

Si parla spesso del futuro di Internet, del valore e delle prospettive della pubblicità online, della rete globale e della sua continua estensione attraverso le diverse tecnologie, dalla fibra ottica al Wimax.
La crescita dell’advertising sul web è costante, è anche vero però che risulta più difficile individuare novità ed idee che possano realmente dar luogo a una qualche rivoluzione o perlomeno modificare gli attuali equilibri del mercato pubblicitario che tende a premiare i piccoli piuttosto che i grandi colossi, non a caso quest’ultimi sono restii a ridurre i loro investimenti nel sistema radio-televisivo e sulla carta stampata.

I motivi sono molteplici. Anzitutto la percezione di chi si occupa di marketing nelle grandi aziende è che la pubblicità offline si possa analizzare, valutare e quantificare secondo regole molto precise, questo grazie agli innumerevoli studi sviluppatisi negli anni.
In secondo luogo Internet e tutte le tematiche ad esso collegate sono materia recente. Per quanto riguarda poi il web marketing c’è un terzo punto rilevante: una campagna marketing online può essere in realtà studiata e valutata con una precisione e con gradi di focus molto più attendibili rispetto a quello che può avvenire per una qualsiasi altra azione di marketing, per questo può generarsi la paura di un fallimento difficilmente controvertibile a parole, abililità tipica dei markettari (senza offesa, intesi come coloro che devono fare in modo che si venda).

Ad esempio proviamo a riflettere su un volantino e un banner. Fingiamo che l’idea di fondo alla base della loro creazione sia la stessa, un volantino una volta letto può essere buttato o conservato, ma non si saprà mai se ad esempio la maglia pubblicizzata su di esso sarà venduta grazie a questa publicità.
Nel caso di un banner invece, attraverso gli appositi strumenti, si potrà sapere cos’ha fatto l’utente dopo il click, quali sono le pagine che ha visitato, quanto si è fermato, se si è registrato al sito e ha acquistato la maglietta, quante volte sarà ritornato al sito.

Ecco che un addetto al marketing non può più attingere alla sola fuffa per provare l’efficacia di una campagna!

Quello che però non comprendono le grandi aziende è che se la concorrenza su Internet è oceanica è altrettanto vero che se si fa un lavoro fatto bene i risultati si raggiungono e possono diventare virali, questa è la convenienza che si fatica a cogliere.
Dopotutto non vedo perché la Nutella dovrebbe aver paura di cento siti di Cioccolata Pinco Pallino simil-Nutella. La Nutella originale è una e chiunque lo sa, del resto la stessa Google è accusata da più parti di favorire i grandi marchi.
(Mi stanno venendo in mente le fettazze di pane e nutella che mangiavo da piccolo, monumentali, scusate per la digressione e speriamo che la Ferrero mi paghi per queste ultime righe).

Credo che un argomento molto più interessante possa essere quello di capire quale sarà il futuro dell’advertising, chissà, magari la prossima puntata.


08 aprile 2009

SEO contro editori contro aggregatori

lettore di giornaleRiprendo una notizia interessante del Corriere della Sera che tratta della crisi dell’editoria, dei problemi e delle soluzioni allo studio degli editori, molti dei quali si stanno schierando contro tutti quei siti che aggregano le notizie offrendone solo l'estratto iniziale per poi rimandare alla pagina originale dell’articolo presente sui siti Internet delle singole testate giornalistiche.
Alcuni siti-servizi aggregano addirittura le notizie con sistemi automatizzati, nessuna redazione filtra i contenuti, solo algoritmi e formule matematiche, si pensi ad esempio a Google News che l’analista Henry Porter del Guardian considera un regime di monopolio dell’informazione, in quanto non dà alternative a chi crea o cerca contenuti.

Per Rupert Murdoch la soluzione è quella di proporre le notizie nella loro completezza solo ad utenti che pagano un abbonamento, pare che l’idea piaccia e possa contrastare il fenomeno dei siti aggregatori.
Una delle paure principali che hanno le grandi testate è che la notizia si sleghi completamente da chi l’ha creata, livellando così tutto il mercato dell’informazione e rendendo la competizione potenzialmente vastissima, soprattutto quando si tratta di dover inoltrarsi su temi particolari su cui blog, comunità, forum e gruppi specialistici rischiano di farla da padroni.
Questi sono i motivi che spingono molte testate così come le agenzie di stampa a valutare azioni legali contro gli aggregatori.

A questo punto vi propongo alcune considerazioni doverose che non sono state fatte. Esistono sia motivi tecnici che di web marketing per i quali imbastire una crociata ideologica contro gli aggregatori può essere se non controproducente quantomeno miope.
Prima di tutto i link che ricevono i giornali online e le agenzie da questi aggregatori sono spesso di buonissimo livello, infatti molti di questi siti (segnalati anche nell’articolo del Corriere) hanno un pagerank altissimo, generano una quantità di traffico molto elevata e questa potenza viene in parte trasferita ai singoli siti. Non ho individuato l’uso di nofollow negli href, per cui ricevere questi link conviene, in più i commenti disponibili possono accrescere ulteriormente il valore del contenuto.

C’è anche da considerare che tra le azioni principali di SEO e Web Marketing ci sono quelle di Link Popularity e Link Baiting e che hanno tutte un costo, non vedo per quale motivo i grandi editori dovrebbero avere paura di questo sistema che oltretutto possono sfruttare grazie alla loro popolarità e alla conseguente rendita di posizione, potendo pagare molto meno per ottenere risultati che nuove testate impiegherebbero tantissimo tempo a raggiungere e a costi probabilmente più elevati.

E' chiaro che tutto ciò vale se le storiche testate affrontano il tema informazione su Internet comprendendo a fondo le sue peculiarità, potenzialità e possibilità, altrimenti se l’idea è semplicemente quella di riconquistare dagli aggregatori il traffico perso dalla propria Homepage per poter vendere banner e spazi pubblicitari a prezzi più alti il modello rischia di fallire, l'advertising è sempre in fermento e non si può pensare solo a questo elemento, se pur fondamentale. Di sicuro lo stesso modo di creare notizia deve adattarsi, le redazioni devono modificarsi e seguire criteri che tengano conto del mezzo Internet.

Forse tra le preoccupazioni degli editori c'è il fatto che la testata possa passare in secondo piano, non tanto rispetto alla notizia e ai siti che la ripropongono tale e quale, quanto rispetto al giornalista che grazie a internet se fa un lavoro di qualità può conquistare una notorietà e un seguito maggiore rispetto a quello dei giornali per i quali scrive. Si pensi ad esempio al successo del giornalista Marco Travaglio, diventato noto grazie anche alla televisione ma che ha continuato a lavorare nello stesso modo adattandosi però ad Internet, accrescendo così la propria popolarità, che del resto rischiava nel sistema ingessato dell'informazione italiana di franare se fosse rimasta circoscritta alla sola televisione e ai giornali della carta stampata visto gli argomenti politically incorrect che ha sempre trattato.

Non si tiene conto nemmeno della crescita dei Social Network la cui espansione potrebbe andare a diminuire la preminenza degli stessi aggregatori e dei motori di ricerca per quanto riguarda la riduzione massima della timeline delle news che possono essere date con un'efficacia pari alla diretta per un evento inatteso; anche in questo caso possono essere usati anch’essi come una buona vetrina per gli articoli, la qualità saranno gli utenti a discuterla.
A proposito del terremoto in Abruzzo e della scossa più devastante delle 3,32, gran parte delle prime notizie provenivano da Twitter e Facebook, mentre le redazioni dei giornali dormivano o faticavano a dare un qualunque aggiornamento sull'evento.
Chiunque si occupa di informazione non può tralasciare questi aspetti, non può pensare di copiare e incollare al Web il modo di procedere di una redazione offline o più in generale il modello economico della carta stampata o della televisione.


07 aprile 2009

Scrittura creativa: il racconto breve

Il racconto è una forma di scrittura creativa che viene considerata spesso arte minore, in quanto c'è meno sforzo concettuale, creativo e compositivo, non c'è nemmeno l'ansia del non saper cosa mettere dentro la storia se a un certo punto non si capisce più dove farla andare a parare.
Il racconto è visto dunque come un sottogenere del romanzo eppure ci sono moltissime opere brevi che raggiungono la perfezione, si pensi solo a Pirandello.
Per gli scrittori emergenti è sicuramente una palestra, così come lo sono i numerosi concorsi, spesso gratuiti, che possono dare modo a chiunque di cimentarsi nella scrittura. Il problema che si riscontra è spesso contrario a ciò che capita con i romanzi: si deve inquadrare una storia con un buon sviluppo all'interno di poche parole senza dare l'impressione che si vorrebbe in realtà raccontare tutto in modo più esteso. Non è così semplice.
A seguire vi propongo un mio racconto breve (brevissimo) che rappresenta un esempio di sforzo in questa direzione.

L'alveare delle bermuda
La tempesta scuoteva con violenza la nostra imbarcazione e l'equipaggio aveva un bel da fare in quella baraonda; l'umidità, il freddo e la nebbia facevano il resto. La visibilità quella notte era scarsa, ma in mare aperto non correvamo grossi pericoli. Il capitano mi disse di tornarmene sottocoperta per sicurezza. Ero un veterano dei capricci atlantici, ma andai comunque nella mia stanza. Mia moglie era sveglia, sorrise, iniziai a spogliarla, mi spogliò, il nostro imprevedibile turbinio amoroso si attorcigliò ai ruggiti del mare.
All'improvviso una luce bianca attraversò l'oblò illuminandoci a giorno, la nave virò bruscamente facendomi sbattere la testa contro la porta, qualche secondo di smarrimento, poi senza pensare mi misi i pantaloni, baciai Gloria e le dissi di aspettarmi lì dentro. Uscii.
Indicando un faro gigantesco di fronte a noi il capitano urlò che l'avremmo centrato. Il timone si era rotto e la nave non aveva scialuppe d'emergenza: altre cattive notizie? Pensai.
Il faro sembrava un alveare formato da celle luminose. Sopra un'orribile lucertola su due zampe?! In una zampa superiore teneva per i capelli una testa mozzata?!
Un brivido di terrore, ma la luce...il tunnel di luce prima del paradiso, non potevo fare a meno di immaginare ciò che esisteva oltre, a Gloria. La nebbia scomparve, il mare si appiattii, mi bloccai, davanti il faro, la lucertola scagliò la testa verso di me, io ancora fermo, rapito nell'estasi imprevista, un'intensa fitta trapasso le mie tempie, la Forza.

Impatto!

No. Poco dopo la nostra nave aveva lasciato alle spalle il faro e la lucertola.
Un mio urlò squarciò il silenzio spettrale, a terra c'era una testa, quella del capitano, e non solo, altre teste erano ammassate a prua.
Insieme a me solo Gloria si salvò, ma non ha mai ricordato nulla dell'accaduto.


Dio li fa e poi li accoppa

Distruzione e terremotiDio li fa e poi li accoppa, titolo di uno spettacolo di Giobbe Covatta, esprime al meglio la situazione drammatica che si è creata a causa del terremoto verificatosi nella notte tra il 5 e il 6 aprile alle 3,32.
Si sarebbe potuto prevedere? No. Il problema è che l'Italia, paese ad alto rischio idrogeologico, ha fatto finta che questa criticità tipica del suo territorio non esistesse, così un terremoto, la cui forza non è stata in fondo devastante ha distrutto case, paesi interi e spezzato vite umane come il peggiore dei fenomeni sismici. Non è accettabile.

Lo sciame di scosse che continuano a susseguirsi, le cosiddette scosse di assestamento, possono essere monitorate sul sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e tra gli altri grazie a un servizio (Earthquake) che offre Google che a quanto pare continua a muoversi come uns piovra cercando di estendere le proprie funzionalità ai campi essenziali della vita umana, tra i quali l'ambiente con il progetto Path to green energy e la salute, con l'implementazione di Google Health per l'utilizzo di un account attraverso il quale è possibile registrare uno storico personale dei trattamenti, delle ricette e della propria situazione medica.

Ritornando al tema principale penso che ci sia bisogno di sottolineare che investire sul futuro significa anche prevenire, per quanto possibile nel caso dei terremoti, ristrutturando, rispettando canoni anti-sismici nella costruzione di nuove abitazioni e magari già che ci siamo anche energetici.
Com'è possibile che alcuni palazzi recenti siano crollati e altri a fianco siano rimasti in piedi? Evidentemente non si è fatta molta attenzione a questi aspetti, come se la sicurezza fosse un problema secondario.
Il modo di agire tipicamente italiano è quello di aspettare che si verifichino emergenze con uno sperpero inutile e spesso irrazionale di risorse nel migliore dei casi e di morti, feriti nel peggiore, come tragicamente è successo in questo caso.

L'ultimo pensiero va a Matteo e Marta, i ragazzi tirati fuori vivi dalle macerie la sera del 7 Aprile, la speranza per il futuro passa anche sulla loro miracolosa salvezza.