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11 dicembre 2011

Welcome home (pt.21 - ultima puntata)

Si tratta dell'ultima puntata di Welcome home, grazie a tutti coloro che sono arrivati fino qui.

Riuscì ad arrivare nella sua camera. Era esausto. Si stese sul letto addormentandosi all'istante. Si svegliò quando l'orologio stile Dalì della sua vecchia cameretta d'infanzia segnava le 4 del pomeriggio. Era intontito e con il mal di testa.

Welcome home (pt.20)

"In che senso è il secondo brindisi?" domandò Stefano.
"Ma possibile che abbia sempre a che fare con dei rimbambiti. Voi giovani d'oggi come pensate di affrontare le sfide del futuro se il vostro livello di attenzione è questo. Le ho detto che oggi abbiamo brindato già due volte e lei non capisce. Mette in dubbio quello che le dico. Sono deluso, profondamente deluso. E pensare che la facevo molto sveglio. E' proprio vero che l'università non insegna nulla della vita."

Welcome home (pt.19)

La porta del comune si riaprì, uscì l'ufficiale, vivo, senza ferite, sbuffando, doveva fare sempre tutto lui del resto...
"E' tutto finito. Alzati, andiamo in un ufficio che devo far rapporto."

Welcome home (pt.18)

Uno, due, tre, quattro. Un passo dopo l'altro qualcosa di pesante stava facendo le scale. Era proprio il mostro, gorilla, orco o creatura selvaggia, lo sventra umani insomma era arrivato lì, di fianco all'orologio; guardava proprio in direzione di Stefano.

01 dicembre 2011

Welcome home (pt.17)

Di corsa, di nuovo di corsa, passo dopo passo. Ormai Stefano correva ad intermittenza da più di un'ora. Sembrava stesse facendo quell'allenamento distruttivo che chiamavano Guerrilla Cardio. Ed in effetti nel suo petto più e più volte il battito aveva raggiunto la soglia massima di battiti al minuto che il suo organismo era in grado di reggere. Il fiato era corto e strozzato dalla paura. Il buio, e forse non solo quello, continuava a seguirlo. Aveva la sensazione che il fine vita tranquillo che aveva immaginato e sperato per se stesso, magari nel letto di casa durante il sonno, era molto diverso da quello che gli si prospettava. Illuminò con la torcia i corridoi già percorsi.

21 novembre 2011

Welcome home (pt.16)

La corrente tornò a scorrere copiosa lungo i cavi elettrici del comune riportando finalmente la luce. Stefano non fece in tempo a gioire. Dopo qualche secondo infatti era di nuovo immerso nel buio.
Decise di dare un'occhiata negli uffici a pochi passi da dov'era caduto.
Dove sarà finito Roberto?

11 novembre 2011

Welcome home (pt.15)

Un brivido di paura accorciò il respiro di entrambi. Non c'era tempo da perdere, bisognava uscire da lì. E se quella cosa fosse riuscita ad entrare per giocare al gatto con il topo? Accelerarono il passo.
"Sono sempre troppo lunghi i corridoi!" disse trafelato Stefano.
"Altrimenti non si chiamerebbero corridoi..." rispose Roberto.
"Non vedo il nesso."
"Ma sì, corridoi, bisogna correre per arrivarci in fondo."
"Fai parte dell'Accademia della Crusca? Aumenta il passo piuttosto."

06 novembre 2011

Welcome home (pt.14)

"...la situazione..." e la linea cadde.
"Paolo, Paolo!" l'ufficiale sbuffò. "Così non va. E' caduta la linea. Devo andare a vedere cos'è successo. Finisce sempre così. Incompetenti. Devo risolvere sempre tutto io. Rimanga qui con il suo amico, se vuole riposarsi di là c'è una piccola stanza con due letti, io le consiglio di bere un goccio di Jack comunque. Rimarrà con voi il mio collega."
Indossò il cappotto e sgusciò dalla stanza comunicando il piano a Francesco, il collega carabiniere. Uscì dal comune chiudendo il portone principale.

03 novembre 2011

Welcome home (pt.13)

"Pronto. Chi c'è di là? Sei tu Andrea? Devi andare via da lì, non sono arrivate belle notizie, non posso parlare al telefono, vai via!" E riattaccò. Stefano non fece in tempo a dire alcuna parola. Quell'Andrea probabilmente era già fuggito prima che lo avvisassero, la telefonata aveva un senso visto tutto quello che era successo.

30 ottobre 2011

Welcome home (pt.12)

E' incredibile come all'interno del corpo umano possa esserci un organo come l'intestino lungo una decina di metri. Ancora più incredibile è vederne uno srotolato per terra, in mezzo ad una melma di sangue, brandelli di carne ed un numero imprecisato di cadaveri. La scena non si discostava da quelle viste a decine in televisione che riguardavano le fosse comuni improvvisate ai lati delle strade distrutte durante i periodi di guerra. Uno spettacolo solo per chi aveva abbastanza stomaco per guardarlo.

20 ottobre 2011

Welcome home (pt.11)

"Ma che cacchio...mi sono addormentato, porca..."

09 ottobre 2011

Welcome home (pt.10)

"Chi vuole il caffè?" chiese la cameriera rivolgendosi alla tavolata.
"Puoi portare anche qualche amaro, ammazza-caffè?" chiese Alessandro.
Dopo cinque minuti la cameriera era già di ritorno con i primi caffé, una bottiglia di limoncino e una di Montenegro.
Roberto girandosi verso Stefano:
"Comunque serata scarica per ora, neanche uno scherzo, qualche spogliarellista o qualcosa di un po' adrenalinico. E che cavolo, non posso pensare sempre a tutto io. Qualcuno avrà organizzato qualcosa?"

08 ottobre 2011

Welcome home (pt.9)

"Lascia fare a me." Roberto fermò Stefano che stava per ordinare.
"Ciao Elena, ci fai due Rum & Fruit?" 
Elena era la barista più carina, quella che veniva chiamata volgarmente la gnocca del Tundra.

06 ottobre 2011

Welcome home (pt.8)

Dopo dieci minuti Stefano era già pronto. Si presentò vestito con camicia bianca e pantaloni marroni, nulla di eccezionale insomma, look pulito. Iniziò un botta e risposta tra lui e Bobbie. 
"Grande Ste, non si direbbe che sei un nerd."
"Non si direbbe che sei un deficiente guardandoti in faccia."
"Sembri uno dei Take That. Socchiudi gli occhi e ammicca con le labbra piegando un po' la testa da un lato."
"Come? Così?"

04 ottobre 2011

Welcome home (pt.7)

"Non ho più voglia di stare qui. Usciamo da questo hotel, non stiamo al chiuso. Prendiamo l'autostrada e andiamo verso Milano, a quest'ora non dovrebbe esserci nessuno per le strade."
"Non ci capisco più nulla...cosa andiamo a fare a Milano alle tre e un quarto di notte?"
"Non fare domande inutili Stefano."
In effetti Stefano aveva capito la situazione e aspettava con trepidazione che evolvesse come sperava.

29 settembre 2011

Welcome home (pt.6)

Il cartello indicava Reggio Emilia. Erano le 20,29! Incredibile! Perfetto orario!
Scese dal treno.
"Stefano! Sono qui!" urlò Roberto, uno dei suoi grandi amici d'infanzia e con il quale non aveva mai perso i contatti.

20 settembre 2011

Welcome home (pt.5)

Entrò un signore anziano nel vagone, con passo molto lento e incerto si avvicinò a Stefano. Ecco che arriva un altro personaggio. Dopo qualche istante era seduto proprio di fronte.
Si guardava intorno e borbottava finché improvvisamente alzò la  voce e coinvolse nel suo ragionamento Stefano:
"Che poi come si apre un discorso con uno sconosciuto, il solito...uff...che caldo che fa..."
"Eh sì, dicono che i prossimi giorni sarà anche peggio."
"Esatto questa è la risposta che ci si aspetta. E perché non ci mettiamo anche, scusi che ore sono?"
"Le devo rispondere?"
"Ma sì, mi dica pure."

14 settembre 2011

Welcome home (pt.4)


Decise che era arrivato il momento di accendere il telefono. Arrivarono tantissimi messaggi, soprattutto da Facebook, tutti chiedevano com'era andata e si complimentavano per essere arrivato in fondo. Passarono meno di cinque minuti e il telefono squillò. 

12 settembre 2011

Welcome home (pt.3)

Aveva il posto a sedere prenotato, numero 27 carrozza 3. Per una volta però non c'era ressa, forse perché era il primo mercoledì di Luglio, forse perché non erano ancora usciti tutti dal lavoro.
L'atmosfera era ovattata, silenziosa. L'allegria di Stefano si coprì lentamente di un sottile velo di malinconia. Un ragazzo che sedeva due file più avanti leggeva un libro intitolato Le luci di Settembre; una coppia di giovani dormiva fianco a fianco, testa contro testa, nei posti vicino alla porta del vagone. E poi c'era dalla parte opposta un personaggio il cui ruolo nella società poteva andare dall'assicuratore al testimone di Geova, e chissà, magari ricopriva entrambe le cariche.
Non ci resta che dormire pensò Stefano e dopo qualche minuto era già nel mondo dei sogni.

08 settembre 2011

Welcome home (pt.2)

Le 10 e 30. Il turno di Stefano. La tensione si faceva sentire. Si diresse verso il computer per caricare la propria presentazione ed iniziare a parlare dal podio.
“La scienza prosegue a salti più o meno grandi, ciò che prima non è spiegabile un attimo dopo viene verificato in laboratorio...”
La discussione della tesi era molto interessante, una delle poche seguite con attenzione da chi era in aula. Stefano aveva colto nel segno facendo un'introduzione sulla fisica che esulava dall'argomento principale della tesi ma che lasciava trasparire la sua passione e che offriva un orizzonte più ampio al suo lavoro.