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27 gennaio 2009

Le imitazioni di Djokovic, da Federer a Shakira

Attualmente 3° nella classifica mondiale ATP, è celebre non sono per le sue abilità tennistiche ma anche per il suo atteggiamento scanzonato.
Le personali e comiche imitazioni di Djokovic nei panni dei tennisti più famosi al mondo sono diventate molto popolari, spesso eseguite addirittura sul campo in fase di riscaldamento.

Di seguito un paio di video nei quali si susseguono tra le diverse reinterpretazioni quella di Roddick, Volandri, Nadal, Federer, la tennista Sharapova. Un originale modo di scaldare i muscoli prima di un'intensa partita di tennis.





L'ultima apparizione nel campo dell'intrattenimento comico l'ha visto come protagonista nell'imitazione di Shakira. Con questa imitazione Djokovic avrebbe fatto infuriare Nadal.



23 febbraio 2007

Har ha-Bayit vs al-Masjid al-Aqsā

Possiamo considerare la religione, quella professata in alcune madrasa islamiche o nelle più attive comunità evangeliche americane ad esempio, cioè le ali estreme del fondamentalismo religioso, come una delle creazioni-supposizioni-rivelazioni dell'uomo e all'uomo più rilevanti per conseguenze storiche.
Torniamo così, mio malgrado, alle tematiche vicine al fenomeno sociale dei finti tifosi del calcio, quali sono gli ultras, che sono evidentemente legati a una fede calcistica di cui i connotati sono sfuggenti ed in cui si mischiano odi, amori e sentimenti molto distanti da una razionalità ed etica calcistica che può esprimersi in “Si vince, si perde, a volte si pareggia, a volte c'è spettacolo, a volte è uno schifo, comunque sia si ritorna sempre a casa.”
In ogni religione di cui ho potuto conoscere qualcosa ho riscontrato messaggi positivi, messaggi controversi, anche rivelazioni quanto mai fantasiose o perlomeno da mettere in discussione sotto il profilo storico; l'unica via per distruggere ogni forma di fondamentalismo religioso, politico e in parte anche scientifico è il bene, quello con la lettera minuscola e non il Bene universale di cui ci si può riempire la bocca ma che in realtà serba per sua stessa natura un'azione drammaticamente selettiva di principio e che nulla ha a che fare con la dinamicità della realtà.
Tutto queste considerazioni non avrebbero attrattiva se non fosse che qualcuno ci propugna ormai da anni lo scontro Islam-Cristianesimo, confondendo spesso con grande astuzia cause con conseguenze e soprattutto alimentando odi e sentimenti di vendetta (tutt'altro che fenomeni ultraterreni) grazie allo stupro della fede, non più intesa come ricerca di una dimensione e realtà al di fuori di questa entità materiale di cui tutti facciamo parte. Se alla vendetta, all'odio, al bisogno di potere, aggiungiamo qualcosa di non completamente razionale come può essere la religione il mix che ne uscirà non potrà essere per questioni logiche razionale, le contraddizioni salteranno così all'occhio dell'osservatore attento e non troppo illuminato per sua fortuna.
Non si dovrebbe credere a una religione come ricerca del bene, della felicità, della solidarietà, della compassione, del superamento della materialità delle cose, e non come mezzo, propaganda del Bene, strumento di potere?
La puntata sulla “religione del consumismo e del nuovo” oggi ve la risparmio.

05 febbraio 2007

Un morto ogni tanto non basta

Prendo spunto da riflessioni fatte leggendo un articolo nel quale vi erano considerazioni sul mondo del calcio. Ho notato che chiunque è in grado di esprimersi a riguardo, le chiacchiere si sono accavallate, perfino chi non ha mai visto una partita di calcio ha proferito verbo conoscendo chiaramente ciò di cui ha parlato.

Allora mi chiedo “chissà perché questo argomento porta così tanta gente ad esporre la propria opinione.”

Una risposta c'è, sta nel fatto che di dubbi sull'argomento ormai non ce ne sono più, si conoscono le cause, si ha l'evidenza delle conseguenze, il fenomeno è di pubblico dominio da anni, si conoscono i mezzi per combatterlo, si ha addirittura in parte una legge adeguata, eppure dal primo morto di violenza allo stadio ad oggi non è cambiato nulla.

Il mio sogno è quello di poter andare a vedere una partita allo stadio esattamente come avviene quando vado al cinema, con l'obbiettivo di intrattenermi un po' attraverso qualcosa che mi piace (anche se a volte si vede un pessimo spettacolo), con la possibilità allo stadio di cantare, fischiare, incitare, applaudire. Da qualche parte avviene.

Dunque provocatoriamente affermo che o si risolve il problema o chi ha il potere di farlo per favore dica con grande sincerità: "Ci sono troppi interessi in gioco, delle società, degli sponsor, delle tv ecc..., purtroppo un morto ogni tanto non basterebbe per fermare il sistema e riformarlo, adeguando stadi, infrastrutture.

"Esatto," dovrebbe aggiungere, "ci vorrebbe una tragedia in stile Heysel, con tanti morti tutti insieme. Allora sì che su spinta popolare si deciderebbe di fermare anche una stagione intera il calcio."

Attendiamo gli sviluppi della vicenda.

10 luglio 2006

Italia, campione del mondo. Inno di Mameli.

Sì, è proprio vero, abbiamo vinto la coppa del mondo, siamo sul tetto a guardare gli altri dall'alto al basso. Continuano a riecheggiare cori come Zizou Zizou la coppa non c'è più. Una partita che si è dimostrata subito ostica quando al 6° minuto la Francia riceve con grande magnanimità un rigore alquanto dubbio. Zidane rischia il cucchiaio e la palla pur non gonfiando la rete, batte sulla traversa e poi dentro oltre la linea per poi uscire: è gol, non c'è dubbio.
Arriva il momento di tirare fuori gli artigli e l'Italia dopo un attimo di smarrimento lo fa con grande tenacia, inizia a raddoppiare e a triplicare su ogni pallone, la Francia viaggia a ritmi lenti e su calcio d'angolo un difensore italiano si alza in volo e svetta, chi è, chi è? L'Italia pareggia grazie a un difensore, Marco Materazzi! Sembra accennare a un pianto, è un'ulteriore rivincita per lui. E pensare che la prima volta che in questo mondiale era sceso in campo al posto di Nesta che si era infortunato io mi ero lanciato in una previsione ottimistica e azzardata dicendo che sarebbe stato il mondiale di Materazzi ed in effetti Materazzi ha messo il suo zampino, ha giocato bene, nonostante un espulsione e un rigore provocati, entrambi gli episodi discutibili, ha segnato due gol, come Toni, quello che poteva aspirare ad essere il cannoniere del Mondiale e che anche in finale non è stato molto fortunato quando ha colpito la traversa nel primo tempo, sarebbe stato vantaggio per l'Italia.
Fine primo tempo.
La ripresa è diversa, l'Italia rallenta vertiginosamente, è la Francia ad arrivare prima su ogni pallone, il predominio territoriale non produce però che un paio di azioni veramente pericolose tra cui un colpo di testa di Zidane respinto di gran carriera da un portierone di nome Buffon.
Anche ai supplementari la Francia continua a macinare gioco, l'Italia sembra più stanca. Zidane diventa protagonista di un episodio che in molti ricorderanno, infatti non nuovo a perdite momentanee di razionalità si improvvisa toro e punta con la testa bassa Materazzi, colpendolo al petto, dopo cinque minuti di discussioni fortunatamente qualcuno dice all'arbitro che Materazzi non è caduto a terra per stanchezza ma per un colpo ricevuto, Zidane è espulso e se ne va mestamente negli spogliatoi passando di fianco alla coppa del mondo con cui voleva chiudere la carriera. Certo ha dato tantissimo al calcio, è stato mio idolo per anni insieme a Del Piero, ma poteva uscirsene un po' più da fenomeno qual'è stato nella sua storia e in questo mondiale.
L'Italia in 11 però non riesce comunque a creare granché, si va ai rigori e l'unico che sbaglia indovinate chi è, Trezeguet, lo stesso che ci aveva castigato in passato. L'ultimo rigore dell'Italia viene battuto da Grosso che insacca e chiude il mondiale che lui più di altri ci ha permesso di conquistare.

E via i festeggiamenti! Nel mio caso e nel caso di un paio di miei amici si sono conclusi dopo una colazione consumata intorno alle cinque a Parma, seconda tappa dopo il casino di Reggio Emilia.

09 luglio 2006

Italia - Francia

Domenica 9 Luglio 2006
Ore 20,00

05 luglio 2006

Germania 0 Italia 2. Estasi calcistica.

Dunque l'Italia ha vinto, una grandissima soddisfazione, per di più ai supplementari quando tutti ormai aspettavano solo la lotteria dei rigori, per di più non solo facendo un gol, ma due! Per di più il secondo di Del Piero! Un tripudio!
Come direbbe dal balcone la madre del bambino che gioca a calcio con gli altri bambini e alcuni giocatori famosi, dovrebbe essere la pubblicità della Nike che tanto trasmettono in questo periodo, non più “Jose, a casa!” ma bensì “Germania, a casa!” E certamente per loro non è facile tornare a casa visto che sono già a casa, che goduria!
Preparate le valigie, si va a Berlino!

03 luglio 2006

Italia - Germania

Italia, Italia! Manca poco alla sfida calcistica contro i nostri confinanti tedeschi, fino adesso si è scherzato ma ora è arrivato il momento di far vedere se e quanto forte sia realmente la nostra nazionale. Non c'è bisogno di caricare di chissà quale significato questa partita, di cercare polemiche futili, le motivazioni non possono mancare, ci mancherebbe, è una semifinale di mondiale. Bisogna solo giocare a calcio.

Qui di seguito metto un componimento scritto oggi

Pioverà limpido
E che il tempo squadrato
della quotidiana razione
di Esse(re), Soldi-Sesso-Scioperi
sia a lampi squarciato
da una gloriosa tempesta
che ringhia al vento l'ira
trasognata all'effimera pace,
allo straboccar di vita soffocata
e sopita sotto la falsa coscienza di sé

Non sia più cheta di vergogna
la mano sudata, la parola raggrumata
intorno alle corde vocali paralizzate
“Non ce la faccio più”
altro non è che il giorno della dignità
il grido della ribellione a quel cielo
sporcato a chiazze da ematomi estivi
e qualcuno sbiancherà l'Amare a un'amore
ma se per un momento capirà il trucco,
pioverà, pioverà forte, pioverà limpido

Alla destra che tiene stretta una pistola
alla sinistra che colleziona lacrime
al cuore che batte il ritmo disperato del dolore
“Werther! Werther! Salvate Werther!”
Non chiedetegli: “Come stai?”
ché con sguardo televisivo “Bene!” risponderà
mentre nella notte più lunga avrà sfiorato
il fondo con le labbra, sfiancato dalla caduta,
ma se per un momento sarà ispirato,
pioverà, pioverà forte, pioverà limpido.

28 giugno 2006

Pessotto, poi il botto

Intorno all'una e mezza di notte c'è sempre un cane che abbaia per alcuni minuti. A chi? A cosa? A chi cazzu? Porca puttana vorrei urlare dopo essere sceso in cortile, ma qualcuno potrebbe prendermi per pazzo e chiamare i carabinieri.
Ieri sera poi, sono andato a letto con ET al mio fianco e oggi mi sono svegliato con un puffo, credo "ScassaMinchiolo." Stranamente quella che si rifiuta di venire a trovarmi è Biancaneve, con quell'aria da vergine consumata, falsamente ingenua e casta; certo o è vergine o è consumata ma con tutti quei nanetti intorno mi appare improbabile conservi ancora la sua originarietà sessuale; inoltre come può non essere mai stata incuriosita dallo scoprire quanto è vera la legge della L, che esiste anche nelle favole come ben sapete. Dopotutto sette nani sono un buon campione statistico per farsene un'idea e certamente tra i campioni molto più attendibile di quelli che userebbe eventualmente la Nexus.

P.s. Pessotto, con tutta la mia anima spero tu possa prenderne atto: “Evidentemente non è ancora arrivato il momento in cui morire.”

15 maggio 2006

Juventus, Moggi, mondiali, Italia...

Qualcuno ha proposto che ai mondiali di calcio di Germania l'Italia vada con una squadra di giovani, qualcun altro che non si presenti proprio. Secondo me queste proposte sono enormi cavolate: non giocare o portare una squadra giovanile? Parliamo di un sistema, quello del calcio, che è evidentemente avvezzo alle storture della concorrenza, della competizione, alle influenze-minacce non autorizzate, ai regali natalizi, alle scommesse, ecc.. Si parla di Serie A o di regole flessibili e comportamenti che riguardano tutto il mondo del calcio fino alla C2 e probabilmente oltre? Paghi chi deve pagare, a ogni livello.
Sono juventino e non sono riuscito a esultare per questo scudetto, quasi nessuno c'è riuscito; avrei preferito che la tempesta si fosse abbattuta il giorno dopo la conquista dello scudetto così almeno me lo sarei goduto per qualche ora, visto che fino a una settimana e mezzo fa credevo fosse meritato, anzi si diceva che la Juventus aveva subito meno favori quest'anno delle altre pretendenti allo scudetto. Quindi penso che ciò che deve fare l'Italia è disputare un ottimo campionato mondiale, giocando a calcio, "sul campo"; se Buffon avrà commesso illeciti sarà squalificato e non sarà convocato. Solo così si può conquistare la fiducia della gente e di tutti i paesi stranieri che oggi hanno nuovamente occasioni per dipingerci come un paese di corrotti, furbi e furbetti.
Tutti gli scandali calcistici resi pubblici in queste ultime due settimane offrono anche diversi spunti che possono riguardare non solo il mondo del calcio ma bensì l'Italia in molti suoi settori della vita economica, politica e giudiziaria. Ciò che probabilmente manca è una cultura forte della legalità (non quella giustizialista che si erge ad ondate emotive, che ammicca magari in alcuni casi, per qualche istante, alla pena di morte ecc..); le regole vengono spesso aggirate con maestria da chi le conosce, in ogni ambito e a tutti i livelli di responsabilità, addirittura con la percezione che quel comportamento illecito sia in realtà giusto e che la legge sia un inutile orpello per complicare la vita della gente.
Servirebbe una riforma culturale che faccia comprendere che le regole servono a definire il sistema e a farlo funzionare così come le tasse, la cui diminuzione è doverosa come doveroso è per il cittadino pagarle.

23 febbraio 2006

Fabris medaglia d'oro. Benigni eco dei sentimenti puri.

Riguardando e “sfogliando” il Blog e altri miei scritti ho deciso di fare una summa dei possibili libri, storie o raccolte a cui potrei dare vita quando nei prossimi mesi e probabilmente anni avrò tempo di dedicarmi alle mie ispirazioni artistiche. I titoli sono in parte provvisori.

- Chechnya. Un libro sulla situazione cecena.
- Jacob & Hope. Storia di schizofrenia, follia.
- Addormentandomi su Laura. Storia d'amore.
- Quando eravamo adolescenti. Tratto da una specie di vecchio diario che scrissi tra la seconda e la terza superiore, anche se non credo lo renderò mai pubblico, o forse sì, di certo il lavoro di adattamento per renderlo appettibile sarebbe molto complesso ma altrettanto stimolante.
- Inno alla cocaina. Parola di un ignoto strafatto. Storia di ricchezza e povertà umana. Ancora non ho deciso e capito quale debba essere la forma del testo, monologo o un romanzo canonico.
- I racconti della notte. Il genere si può inquadrare nell'horror. Per adesso sarebbero questi:
1 Il pianoforte
2 Fracassar d'ossa
3 Le segrete della selva nera
4 Marco ha 18 anni
- Le ragioni di Bin Laden. Storia comica i cui protagonisti sono un reparto speciale della polizia.
- Haireomai. Una storia in versi, una sorta di poema epico moderno, quello a cui mi piacerebbe puntare.
- La decadenza splendida. Una prima raccolta delle mie poesie, sicuramente il progetto più semplice da realizzare ma lo considero troppo scontato come mio primo approccio ad una eventuale pubblicazione.
- Sognai quella notte, la fine. Storia di un sogno di celebrità mancato.
- Intervista con l'impiccato. Storia di un uomo che vive in un paese soffocato e martoriato da una rigida dittatura.
- Goodnight Valentine. Storia di due donne costrette dagli eventi a vivere insieme, per alcuni giorni, Las Vegas.

Cosa preferireste che sviluppassi per primo? Io qualche idea l'avrei.