03 febbraio 2007

A cosa serve studiare il latino?

Questa domanda in molti se la sono posta, anche tra coloro che non hanno fatto il liceo classico o scientifico. Probabilmente anche io a suo tempo me lo sono chiesto.
Oggi a qualche anno di distanza voglio affermare l'importanza dello studio del latino come di qualsiasi altra materia che possa apparire pesante e noiosa a seconda dei gusti, non tanto per poter sfoggiare cultura e nozioni ma per abituarsi ad avere un atteggiamento aperto verso ogni nuova conoscenza, significa abituarsi a mettere a frutto la propria libertà intellettuale per cercare di capire il mondo e le sue manifestazioni.
Se analizziamo tutto ciò che studiamo a scuola, dall'elementari all'università ci renderemo conto quando finalmente avremo un lavoro che i tre quarti delle cose che abbiamo assimilato non servono quasi a nulla, spesso capiterà che dovremo studiarne di nuove, eppure nessuno discute il ruolo formativo della scuola. Perché?
Se la scuola fosse semplice portatrice di contenuti allora non sarebbe differente dal prendere un libro e studiarselo a casa propria, non sarebbe diverso dal fare direttamente esperienza sul campo, senza che nessuno infastidisca e interroghi; ma il ruolo della scuola è più ampio, attraverso essa si trasmettono i valori, i disvalori, l'educazione; credo che si potrebbe fare di più dal punto di vista delle motivazioni da offrire agli studenti, ma ciò deriva comunque dalla qualità dei professori che a loro volta sono stati studenti e che per questo possono aver ereditato metodi di insegnamento poco appetibili.
Quindi a cosa serve studiare il latino? A nulla, nonché a tutto.

4 commenti:

ABS ha detto...

Io sono conservatore per quanto riguarda la scuola. Perché? Perché le "novità" sicuramente tenderanno più a peggiorarla che a migliorarla, con la storia (verissima per carità) che non si trova lavoro, ecc., l'istruzione tenderà a peggiorare e a diventare sempre più specialistica da prima. Quindi, più lavoratori-macchinette e meno uomini-pensanti con cultura a 360 gradi. E come disse il tale "specialization is for insects". (E poi, cazzo, il latino è la nostra storia...).

Nico Guzzi ha detto...

Sono d'accordo, credo però che una scuola che prepari professionisti e specialisti non sia poi così un dramma se è solo una tra le possibili scelte di uno studente, questo tipo di scuola però non dovrebbe essere troppo diversa, nei contenuti e nella qualità, dalle altre scuole meno professionalizzanti (come i licei), deve essere anche una scuola che usa con continuità la formula degli stage (l'unico vero modo per imparare un mestiere).
La formazione culturale dovrebbe essere qualitativamente omogenea e alta in ogni tipo di scuola e per formazione culturale intendo in prima istanza un'acquisizione di un "atteggiamento culturale" critico, raziocinante, positivo e non una mera assimilazione di nozioni. Una memoria sconfinata non serve a nulla se non si mettono in relazione i dati immagazzinati in essa.

Cece ha detto...

Io ho fatto l'itis e mi dispiace di non aver studiato latino e greco perchè mi rendo conto che chi ha fatto quelle materie (s'è anche sfracellato i maroni però) parla molto meglio di me! E poi può anche essere interessante, come qualsiasi altra materia, dipende tutto dal professore che hai...

marco ha detto...

io studio latino, per ora non ho notato nessun miglioramento linguistico, certo posso dire di non amare il latino anche se sono abbastanza bravo. il punto è che al giorno d'oggi il latino serve a poco o a niente. molti dicono che serve per chi vuole fare il medico, ma vada al classico. io parlo per esperienza personale da studente del liceo scientifico e posso dire che il latino è una materia odiosa, poi sopratutto se hai un prof che ti fa addormentare durante la lezione e ti da un sacco di compiti in modo da lasciarti ogni sera su fino a mezzanotte a declinare. il latino può servire ma deve essere ridotto. allo scientifico vedo più volte il prof di latino che il prof di scienze o fisica, e la cosa non è normale, cavolo lo dice pure il nome "liceo scientifico", a questo punto chiamatelo "liceo latinistico" o robe del genere. devono cambiare il metodo di insegnarlo, non serve che ti impari tutto a memoria, tanto poi quando finirai le superiori e andrai all'università, dopo un anno che non declini non ti ricordi più niente e li ti vien da pensare: cavolo ho sprecato 5 anni della mia vita a fare quella lingua morta. latino può anche essere interessante. ripeto qui deve cambiare il modo e la quantità con cui lo insegnano e forse diventerà un bagaglio culturale di cui ce ne si può anche vantare.
P.S. scusate per il testo prolisso e che sono un po' incazzato perché sono le 11 di sera e sto facendo gli aggettivi comparativi e mi si fracassano un po' le balle.