01 dicembre 2005

Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio

Muovendomi tra le inevitabili e “sudate carte”, cioè studiando Storia Contemporanea ho potuto scoprire che a Reggio Emilia, per la precisione a Correggio, è stato partorito uno dei tanti spietati killer seriali che non ha nulla da invidiare alle macabre storie giunte a bizzeffe dagli Stati Uniti e dalle rappresentazioni hollywoodiane.

Il criminale a cui mi riferisco è una donna, Leonarda Cianciulli, rinominata “La saponificatrice” di Correggio, soprannome che evidentemente non lascia presagire nulla di buono. E' stata fermata fortunatamente in poco tempo, dopo aver ucciso solo tre persone, si fa per dire.

La prima a cadere nella sua rete fu una certa Faustina Setti alla quale Leonarda promise di averle trovato un marito residente a Pola purché non avesse parlato a nessuno delle novità. Prima di partire per Pola Faustina andò a salutare l’amica Leonarda che le propose di scrivere cartoline e lettere da inviare a parenti e amici una volta giunta a Pola per informarli. Era soltanto un pretesto. Leonarda Cianciulli la uccise a colpi di scure, trascinò il corpo in uno stanzino, lo sezionò in nove parti, raccogliendo il sangue in un catino. Nel suo memoriale scriverà: “gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io.”

Il nome della seconda vittima era Francesca Soavi. Leonarda le promise un lavoro nel collegio femminile di Piacenza. Leonarda doveva essere molto convincente, anche in questo caso Francesca come Faustina si recò a salutare l’amica prima di partire, era il 5 Settembre 1940. La tragedia si stava ripetendo per la seconda volta, negli stessi modi, Leonarda convinse la donna a scrivere due cartoline che avrebbe poi dovuto spedire da Correggio per annunciare ai conoscenti la partenza ma non dove sarebbe andata. Così la colpì e la uccise.

La terza e ultima vittima si chiamava Virginia Cacioppo, un'ex cantante lirica che viveva in miseria. Le fu proposto un impiego a Firenze, come segretaria di un impresario teatrale, inventato presumibilmente, non avrebbe dovuto comunque parlarne con nessuno. Virginia accettò e il 30 settembre 1940 fece visita casa di Leonarda per l'ultimo saluto.
«Finì nel pentolone, come le altre due (…); la sua carne era grassa e bianca, quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose accettabili. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i dolci furono migliori: quella donna era veramente dolce».

La sparizione di Virginia sembrò piuttosto strana per la cognata che l'aveva anche vista entrare in casa della Cianciulli. Denunciò così la scomparsa al questore di Reggio Emilia che riuscì ad identificare la “saponificatrice” raccogliendo i numerosi indizi lasciati. Nell'interrogatorio la donna confessò i tre omicidi. La condanna fu a trent'anni di carcere e tre di manicomio giudiziario. Morì nel manicomio per donne di Pozzuoli il 15 ottobre 1970, stroncata da apoplessia celebrale (ictus).

Ricostruzione tratta dal sito Museo Criminologico

10 commenti:

Simoniana24 ha detto...

Non avevo mai sentito di questa cosa. Non riesco a trovare le parole per descrivere il disgusto ed il disprezzo che ho provato leggendo! In questo caso, riferendomi all'ultimo mio post che hai commentato, non c'è in me nessun moto di dispiacere verso la morte di questa persona: l'unico dispiacere che posso avere, è verso i familiari che non sapevano e che per la sua pazzia, sono stati male.

Anonimo ha detto...

mi stupisco come non sapessi di questa storia prima di studiare storia contemporanea...a reggio emilia lo sanno tutti e cmq anche quando sono state scoperte recentemente vicende di cannibalismo ..la Cianciulli veniva sempre in qualche modo citata...in Italia è una delle serial killer più famose(viene riportata anche in un libro uscito recentemente che è il dizionario degli assassini più spietati o cmq quelli più conosciuto)...ti voglio informare che se nel caso ti interessasse la vicenda della "saponificatrice" dovrebbe esser uscito anche il film...ofino ad un anno fa dicevano che lo stavano facendo e come giusto che sia è ambientato nella sua stessa casa e s dovrebbe vedere il pentolone e la sedia dove faceva sedere le sue vittime

Nico Guzzi ha detto...

grazie anonimo delle informazioni, prima non ne sapevo nulla anche se vivo in provincia di Reggio Emilia, cercherò notizie sul film

Nico Guzzi ha detto...

simoniana24, io non ho riportato nulla sulla vita della Cianciulli prima che uccidesse la prima vittima, probabilmente potrebbero esserci interessanti scoperte, provo comunque compassione anche per lei, a differenza di te, perché credo che una violenza così fredda e disumana sfugga alla razionalità e al libero arbitrio di chi la compie, c'è qualcosa di terrificante in ciò, di certo uno studioso di omicidi e crimini, uno psicologo o psichiatra saprebbe costruire un discorso molto più articolato del mio a riguardo

Blaster ha detto...

la cianciulli

uno delle piu' spietate donne di sempre

io non sono reggiano, ma vi abito

conosco questa storia non dalla bocca dei reggiani ma dai libri di storia

che dire

la pazzia non ha limiti

Anonimo ha detto...

Anch'io ho una saponatrice ma l'ho sempre chiamata lavatrice

Ciao Thor!

Nico Guzzi ha detto...

so chi è l'ultimo anonimo! The guitarist! of Neverending Whisper!

Anonimo ha detto...

se sai qlcosa del film dimmi qlcosa visto che nn sn mai riuscit a scoprire qlcosa grazie nico...sn sempre la stessa persona che t ha scritto il secondo commento

Cece ha detto...

anch'io conosco la storia della "saponificatrice di Correggio" ...inquietante ne? cmq del film non sapevo niente...

Jo ha detto...

Povere beffate, dalla mente criminale di questa donna, diventate saponette... Profumo per un mondo che, la loro speranza aveva portato ad abbandonare. Grazie alla pazzia di certi uomoni/donne possiamo continuare a credere all'artificio della mente umana, capace di gran lunga di superare la fantasia.