(Prima parte http://nicoguzzi.blogspot.com/2005/10/i-racconti-della-notte-fracassar-dossa.html)
Era un mese di settembre molto caldo, “Non molla ancora eh!”, diceva il vecchio Arturo quelle mattine al giornalaio da cui ormai da mezzo secolo acquistava immancabilmente “Il corriere della Sera.” E Il giornalaio spesso rispondeva: “Non si scoraggi, potrà godersi presto anche il freddo, lei ne ha passate tante dopotutto. Passerà, arrivederci.”
Quella notte, come molte nell'ultimo periodo, Francesco non riusciva a dormire, forse nella sua mente baluginavano troppi pensieri, uno su tutti, non riusciva a credere alle storie che si raccontavano in città, eppure ritornava costantemente su quella misteriosa creatura che da anni, e periodicamente, si diceva uscisse allo scoperto per cibarsi di uomini. Facciano vedere un filmato, si sa a volte la gente parte, scompare, cambia casa, residenza quartiere, ma su! Inventarsi leggende del genere! Pensava. Aveva appena finito di guardare l'ennesima replica notturna di una puntata di X-Files, uno dei suoi telefilm preferiti, lui che tanto amava quel genere cinematografico lo considerava comunque qualcosa ben al di fuori della realtà, non accettava ciò che molti suoi conoscenti andavano ripetendo “La realtà è di molto superiore a qualsiasi fantasia, rassegnati e spera di essere lontano le volte in cui si avranno drammatiche e terrificanti rivelazioni su realtà di cui non avresti mai sospettato neanche lontanamente l'esistenza. Spera di non esserci.” E in quel cumulo di pensieri ridondanti si addormentò, sul divano, con la televisione accesa che aveva ancora la stessa spinta capitalistica, lo stesso vigore e potere delle fasce giornaliere diurne, le pubblicità e le televendite si accavallavano nelle ore notturne, l'obbiettivo era conquistare anche l'ultimo consumatore, quello insonne.
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