11 gennaio 2006

"Neverending Whisper" nel vecchio West

Finita l'esibizione live al Mazda Palace di Milano stavamo cantando ubriachi “In the house of rising sun”, la dislessia era parte del nostro stato momentaneo, la demenza altrettanto marcata, la logica delle nostre menti era stata slavata da tutti i bicchieri di alcool passati attraverso il nostro esofago, l'unica cosa che ci veniva bene era urlare a squarciagola quella canzone, stonati ma convinti di essere intonati. New Orleans in quel momento ci sembrava più che mai vicina, si poteva sentire il rumore delle bottiglie stappate, dei bicchieri che scivolavano sul bancone, i nitriti dei cavalli, chiudendo gli occhi potevamo crederci proprio a New Orleans. Forse stavo già dormendo, inaspettatamente e improvvisamente ci trovammo in un Saloon, in stile vecchio West. Assolutamente, ci dovevamo essere addormentati, o forse solo io, comunque non poteva essere necessariamente altro che un sogno, alla Clint Eastwood magari.
Mi pare la cameriera, e che cameriera, mi chiese cosa volevo da bere, io risposi un Johnny Red liscio, lei si mise a ridere aggiungendo che me l'avrebbe portato subito. I miei compagni erano con la testa reclinata sul bancone, gli occhi erano chiusi, facevano un sonnellino, gridai nelle loro orecchie di svegliarsi. No, capii subito che non era un sogno, spalancarono gli occhi e mi guardarono stupefatti. Valerio con aria minacciosa si guardò intorno:
“Dove cazzo siamo? Come siete vestiti? Abbiamo esagerato un po' troppo con il Rum! All'ospedale li vedo che fine fanno gli alcolizzati come noi, voi non ne avete neanche lontanamente idea.”
E Luca: “Ragazzi qui ci siamo fottuti il cervello! Siamo diventati pazzi, aiuto! Perizia psichiatrica!”
Intanto un anziano uomo con un cappello nero ci guardava divertito cercando di celare la sua voglia matta di sganasciarsi dalle risate, io da attento osservatore pensavo ed immaginavo di dirgli con tutto il rispetto che posso portare per una persona anziana come lei vorrei chiederle gentilmente perché non si fa un pacco di cazzi suoi!
“E' impossibile, vediamo tutti e cinque le stesse cose quindi non siamo pazzi, in più io avevo bevuto solo un goccietto, sapete dalla volta che quei bastardi tutori della legge mi hanno castigato per aver superato il limite di velocità con la mia Fiesta sto molto attento a non farmi prendere alle spalle nuovamente mentre sono chinato.” Fabio puntualizzò.
Claudio fece così sfoggio come molte altre volte in passato delle sue teorie sull'esistenza umana, sulla vita terrestre: “Io ve lo dicevo che la realtà non è così come vogliono farcela assimilare, quando parlo di energie, di universi paralleli, di mondi invisibili, questo intendevo; adesso siamo qui in un saloon del vecchio west senza avere nessuna spiegazione apparente, scurnacchiati! Ve lo diceva Papà!”

Questa storiella che non ho al momento il tempo di finire è venuta adesso di getto.

6 commenti:

La barista ha detto...

wow :o)

Sue ha detto...

Credo, CREDO, di essere riuscita a postare il commento (dipende se lo stai leggendo).
Riguardo a Oscar, si, potrebbe indubbiamente essere interpretato come dici tu, ma il suo pensiero è talmente profondo che può essere "decifrato" in molti modi... dipende dalla persona che decide di interpretarlo dargli un senso a seconda del suo carattere.
Se sei riuscito a leggere il commento fammi un fischio!

Daemos ha detto...

Sti cazzi dovevo proprio essere in scaglia dura... non ricordo un cazzo!
ABBIAMO SUONATO AL MAZDA PALACE!!!!!??????

Nico Guzzi ha detto...

complimenti Sue, visto che ci sei riuscita, io avevo fiducia, l'ho letto il tuo commento, l'ho anche capito, adesso fischio, ok, sto fischiando, non mi senti? :)

Nico Guzzi ha detto...

grazie di essere passata "la barista", hai visto? Anche la persona peggiore potrebbe avere qualcosa di interessante da dire

Nico Guzzi ha detto...

Whisper Fabio Daemos non ti ricordi ma mi ricordo io, tranquillo, è stato fantastico!