25 settembre 2006

Giù dal tram

Ho conosciuto una donna un po' particolare l'altro ieri. Avevo appena messo un piede fuori dal tram proprio mentre dalla porta davanti saliva il controllore, fortunatamente l'autista ha aperto in contemporanea anche dietro così sono sceso in perfetto stile anonimo; ho sempre contato sull'aiuto di quell'autista che dopo avermi conosciuto deve essersi vagamente impietosito per il mio passato e presente di spiccioli e monetine, non era la prima volta che mi dava la possibilità di evitare il controllore e la conseguente multa. Nel nostro piccolo avevamo ancora fottuto il sistema (come direbbero quattro rockettari o hiphopettari da strapazzo), peccato che a Marco il sistema paga un mensile di cui certamente non può fare a meno. Per me invece é diverso, io sono lo straniero per il sistema, quello da confinare dove non mi si possa vedere, non faccio vittimismo, ho condotto fino qui la mia vita, sono orgoglioso anche solo di esserci arrivato dopo tutto quello che è successo. Mentre scendevo mi ha guardato dallo specchietto, ha incrociato il mio sguardo e mi ha fatto l'occhiolino sorridendo; sapete, ricevo così pochi favori che l'autista mi sembra quasi Gesù, anche se nel linguaggio giuridico credo si chiami favoreggiamento. Comunque ho ricambiato a quel suo gesto facendo le corna con ambedue le mani, entrambi amiamo alla follia la musica rock, Led Zeppelin e Skid Row su tutti; una volta mi ha chiesto perfino se volevo andare a vedere con lui, sua moglie e altri amici i Gun's & Roses, mi avrebbe pagato anche il biglietto, io avevo accettato più che volentieri, ma proprio il giorno del concerto fui bloccato da uno spiacevole contrattempo (eufemismo) nel mio quartiere.
Il tram così è ripartito, con quel suo rombo malato, sputando il solito fumo nero dagli scarichi, quello denso che impiega quasi un minuto a disperdersi nell'ambiente. Mi sono guardato intorno, la prima cosa a cui ho pensato è Che cazzo di senso ha una fermata in mezzo alla campagna, chi è che deve scendere! Chi deve salire! Non c'è anima viva! In effetti non si vedeva nessuno per strada, la presenza dell'uomo si poteva dedurre dai soli caseggiati che si trovavano molto distanti da quella strada, al limite massimo dell'orizzonte oltre il quale la vista umana non riesce più a distinguere qualcosa e decifrarlo, della mia vista mi sono sempre fidato, è più che invidiabile, non ho mai portato occhialini o occhialoni alla Mike Bongiorno o Harry Potter, alla faccia di presbiti, astigmatici, miopi ecc... Dovevo solo raggiungere quelle abitazioni con un po' di buona volontà, erano le sette di sera, avrei dovuto riuscirci prima che la luce diurna fosse completamente stata sostituita dall'oscurità serale, non volevo pensare neanche lontanamente al ritrovarmi in mezzo al buio della campagna.

1 commento:

Damos ha detto...

ahhhh.....la fratellanza tra metallari... è un legame che età, matrimoni ecc. non possono spezzare..

(ma che figata di mixer abbiamo preso?)